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Dalle Maldive a Venezia, le mete turistiche che potrebbero scomparire entro la fine del secolo

Sapete che mete turistiche iconiche come le Maldive o Venezia potrebbero scomparire entro la fine del secolo? Non si tratta di uno scenario apocalittico ma di un possibile effetto dell’innalzamento del livello del mare.
A cura di Valeria Paglionico
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Sapete che alcune delle mete turistiche più rinomate al mondo potrebbero scomparire entro la fine del secolo? Non si tratta di uno scenario apocalittico legato ai conflitti contemporanei ma di un possibile effetto del progressivo innalzamento del livello del mare. Stando alle previsioni del Gruppo intergovernativo di esperti (IPCC), nei prossimi 80 anni i cambiamenti climatici saranno tali da provocare forti inondazioni che andranno a ricoprire le coste e le nazioni insulari ad alta quota, dalle Maldive alle Fiji, fino ad arrivare alla laguna di Venezia.

Le isole a rischio scomparsa

Secondo il Gruppo intergovernativo di esperti (IPCC), entro il 2100 i cambiamenti climatici provocati dall'inquinamento (e dal conseguente riscaldamento globale) causeranno un innalzamento medio globale del livello del mare compreso tra i 32 e gli 84 cm, cosa significa? Che molte aree balneari super rinomate rischiano di scomparire totalmente. Le Maldive, i cui atolli in media sono 1,5 metri sopra il livello del mare, sono fortemente a rischio: se il livello continuerà a salire come previsto, nel 2050 non ci sarà più l'80% delle isole. Stessa cosa vale per la Repubblica di Kiribati, nell'Oceano Pacifico, a soli 3 metri sopra il mare, e per alcuni dei più rinomati paradisi tropicali, dalle Bahamas alle isole Fiji, fino ad arrivare alle Seychelles. Da tenere d'occhio anche le Isole Marshall, le Isole Salomone e la Repubblica di Vanuatu. In lista c'è anche Venezia, la celebre città "galleggiante" italiana, che solo negli ultimi 20 anni ha subito diversi allagamenti che la stanno lentamente "affondando".

Come fare per evitare la scomparsa delle mete turistiche

A rischio inondazione sono i Paesi Bassi e il Bangladesh, nonché le città di Miami, New York e Hong Kong, che nei prossimi anni potrebbero scomparire o nella migliore delle ipotesi ritrovarsi con una morfologia completamente modificata. La cosa, però, non deve mettere in guardia i turisti internazionali, provocando fenomeni di overtourism per vedere un luogo "prima che sia troppo tardi". Molte isole sono "fragili" e, nel momento in cui il numero di visitatori aumenta, cresce anche la possibilità di rovinarle per sempre. Sarebbe bene, dunque, sostenere una tipologia di turismo green, capace di ridurre le emissioni inquinanti che potrebbero accelerare il declino di queste location.

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