Serena Brancale è la vincitrice morale di Sanremo 2026, perché ci ha regalato la sua parte più vera

Sanremo 2025 e Sanremo 2026 sono stati due eventi completamente diversi per Serena Brancale e il pubblico lo ha chiaramente percepito. Due canzoni molto diverse in gara, look opposti tra un'edizione e l'altra, eppure dietro c'è sempre la stessa artista, la stessa donna. Serena Brancale in entrambi i casi ha dato qualcosa di sé al pubblico, ha raccontato qualcosa con verità e autenticità: ma ha lasciato che la sua musica riflettesse realmente il suo sentire, due fasi differenti della sua vita. Essere così onesta, con sé stessa e col suo pubblico, l'ha premiata. "Qui con me" si è classificata nona e si è aggiudicata anche il premio Tim. Ma il premio più grande è il calore del pubblico, di chi sta ascoltando il brano e lo ha capito nel profondo.
L'anno scorso con "Anema e Core" (che aveva chiuso 24esima) Serena Brancale ha portato sul palco la parte di sé più calorosa, più giocosa, più festaiola: era un brano che ha spopolato proprio per il significato e le sonorità. Con un mood potente ed energico, la canzone descrive quella forza vitale che spinge a vivere con intensità, a cogliere l'attimo, a lasciarsi andare completamente, con ogni parte di sé: con anima e cuore. Quest'anno con "Qui con me" ha raccontato una situazione molto diversa. Ha stupito tutti portando all'Ariston qualcosa di decisamente più intimo e personale, tutt'altro che allegro. La canzone parla di lutto, di dolore, affonda le sue radici in un'esperienza reale di vita della cantante: la morte dell'amata madre, nel 2020.

Questa canzone rappresenta il punto di arrivo di un percorso di accettazione e guarigione: è stato difficile per lei mettersi a nudo in modo così trasparente, lasciando che le persone le leggessero dentro, leggessero dentro quella ferita. Al tempo stesso, però, si è resa conto di quanto quello step fosse necessario per andare avanti, per elaborare quella sofferenza nell'unico modo possibile: in musica. La madre di Serena Brancale era a sua volta una cantante: esibirsi in finale indossando un suo vestito è stata la perfetta chiusura del cerchio, la sintesi perfetta del suo omaggio sanremese a quella donna così speciale. Dalla prima all'ultima serata, l'artista ha fatto scelte di stile significative.

L'anno scorso era stato il Sanremo dei colori sgargianti, delle paillettes, dei look visivamente molto impattanti. Quest'anno ha scelto toni neutri, uno stile davvero minimal ed essenziale. È stata una sua precisa richiesta alla stylist, come ha spiegato a Fanpage.it: "Volevo qualcosa che mettesse in evidenza la canzone, non le forme. Femminile sì, ma veramente pulita, leggera, pura, per dare importanza più alle parole del testo che all'outfit. Non è per me il Sanremo dei colori, voglio che tutto si concentri sulla profondità della canzone".

La trasformazione di Serena Brancale è la crescita di una donna che ha lavorato su di sé, che si è donata al pubblico, che si è mostrata in ogni sua sfaccettatura, da quella più allegra a quella più sofferente. Non si è nascosta dietro un ritornello ritmato quest'anno, ma ha svelato una parte di sé inedita, che si fa sempre un po' difficoltà a rivelare, perché espone maggiormente. Di questa parte, lei ha colto tutta l'essenzialità e quando si è sentita pronta l'ha mostrata al pubblico, condividendo quindi la sua anima più autentica.