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Rosalìa, i costumi del Lux Tour ispirati al mondo della danza: il tutù è un omaggio alla Ballerina di Degas

Rosalìa nel Lux Tour gioca coi contrasti e regala al pubblico uno show sospeso tra sacro e profano. Nei costumi sono nascosti una serie di riferimenti al mondo della musica e dell’arte.
A cura di Giusy Dente
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Rosalía nella tappa di Lyon del Lux Tour 2026
Rosalía nella tappa di Lyon del Lux Tour 2026

Il Lux Tour 2026 di Rosalìa si muove su un'estetica ambivalente che vuole trasmettere il dualismo tra sacro e profano. Lo fa con la musica, ma lo fa anche coi costumi. Ci sono look eterogenei che affondano le loro radici in universi molto diversi: ci sono riferimenti alla musica, all'arte, alla mitologia, alla cultura pop. Gli outfit passano dai colori tenui al total black, dalla leggerezza del tutù in tulle alla "costrizione" dei corsetti coi lacci, fino all'iconico reggiseno con le coppe a punta.

Chi firma i costumi di Rosalìa nel Lux Tour 2026

Sono quattro i creativi che hanno lavorato ai look di Rosalía del Lux Tour 2026: lo stylist Jose Carayol e quattro designer principali (di cui uno italiano). Tutti gli abiti vogliono restituire allo spettatore un immaginario ben preciso tra sacro e profano, quindi divino e angelico ma al tempo stesso anche gotico e drammatico. Ecco perché si passa da look leggiadri che richiamano il mondo della danza con le opere di Edgar Degas fino a outfit più strong, il cui riferimento principale è Madonna.

Rosalía in Fernanda Castro e Daniil Antsiferov
Rosalía in Fernanda Castro e Daniil Antsiferov

Stefano Gallici, il Direttore creativo di uno dei brand coinvolti, ha spiegato a Vogue: "La musica sarà sempre centrale per Ann Demeulemeester. Abbiamo lavorato sulle mise di diversi artisti, ma con Rosalía abbiamo pensato agli abiti di scena come a un qualcosa che trascende il semplice costume, ma si trasforma in un dialogo tra suono, movimento e performance. È stato stimolante confrontarsi con un'energia creativa così precisa". Del marchio Ann Demeulemeester è il tutù plissettato a balze rosa del primo atto, indossato con tanto di scarpette con le punte. Si ispira alla Ballerina di Degas: indossandolo Rosalìa diventa la Petite danseuse de quatorze ans del Museo d'Orsay di Parigi. L'impiego dello chiffon dona leggerezza, grazia, avvolge il corpo con delicatezza, ma dà libertà di movimento, per potersi esprimere liberamente col corpo, una priorità per la cantante.

Rosalía in Ann Demeulemeester
Rosalía in Ann Demeulemeester

Atto dopo atto i look si evolvono con la comunicazione musicale. Si passa per gli outfit più gotici fino a quelli più eterei, che esprimono il desiderio di mettersi a nudo davanti al pubblico con verità. È come togliere le maschere e spogliarsi, librarsi in volo: il clou è proprio un abito con lunghissimo strascico voluminoso, con tanto di ali piumate: qui il riferimento è al volo di Icaro. Anche copricapo coordinato del designer spagnolo Rafa Peinador evoca un immaginario mitico.Di Fernanda Castro, designer ed ex studentessa del Polimoda di Firenze, è invece l'abito in maglia nera con scollo: "L'idea è nata tenendo conto che Rosalía stava per pubblicare un nuovo album. Ho cercato di immaginare un capo che potesse allinearsi alla direzione creativa che avevano in mente. Sono una sua grande fan dal 2019". Sotto c'è una bralette rosa firmata da Daniil Antsiferov abbinata a gonna in tulle, che ricalca i modelli iconici con le coppe di Jean Paul Gaultier per il Blond Ambition Tour di Madonna, alla fine degli anni Ottanta. Per cantare "La Perla" gioca invece con dei lunghi guanti neri, che abbinati a quelli bianchi dei ballerini intorno a lei, creano un effetto comparsa-scomparsa. Sembra senza braccia, come se si muovesse sospesa nel nulla: è un riferimento alla Venere di Milo mutilata.

Rosalía in tour a Parigi
Rosalía in tour a Parigi

I costumi del Lux Tour sul palco del Forum di Milano

I fan italiani di Rosalìa hanno visto sfumare il sogno di godersi il lungo show della loro beniamina, dopo solo un'ora di concerto. L'artista, infatti, ha fatto tappa a Milano col suo Lux Tour 2026: unica data in programma per quest'anno. Saranno mesi impegnativi: si esibirà nelle prossime settimane in 17 Paesi tra cui Svizzera, Portogallo, Paesi Bassi, Spagna, Germania, Belgio, USA, Canada. Purtroppo, però, ha dovuto interrompere la performance al Forum milanese: si è sentita male sul palco accusando i sintomi di un'intossicazione alimentare, che le hanno causato vomito e dolori addominali. Insomma, continuare era impossibile e si è dunque dovuta congedare, scusandosi col suo pubblico. Erano stati venduti 11.500 biglietti: un sold out totale a dimostrazione di quanto Rosalia piaccia in Italia. Quest'anno, tra l'altro, nel suo corpo di ballo c'è anche un volto conosciuto, a sua volta amatissimo: Giulia Stabile. La struttura dello show rispecchia perfettamente il complesso lavoro dell'album omonimo, acclamato dalla critica proprio per l'altissimo livello sonoro che contiene: l'artista si è avvalsa del coinvolgimento dell'orchestra sinfonica di Londra, interpreta il disco cantando in almeno una dozzina di lingue diverse (compreso il siciliano), attingendo dunque a tradizioni culturali e musicali molto diverse. Tra le tracce non poteva mancare un inno al Flamenco, le cui sonorità hanno sempre affascinato l'artista, cresciuta con quel tipo di performance. È un genere in cui gli stili si mescolano e in cui anche il corpo è centrale, il movimento. Ecco perché le coreografie sono uno dei fronti su cui Rosalìa si impegna di più: fino ad ora ha dimostrato di avere molto a cuore davvero ogni aspetto della performance, chiaramente la parte vocale ma anche quella estetica e dei costumi.

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