Perché il vino andrebbe bevuto sempre in compagnia (e mescolato con l’acqua)

Alle Gallerie d'Italia di Napoli è stata da pochi giorni inaugurata una mostra esclusiva che mixa reperti dell'epoca greca con opere d'arte contemporanea. In esposizione ci sono Simposi, i lavori dell'americano Alexi Worth e degli antichi vasi della Collezione Caputi risalenti al V-III secolo A.C. Sono state soprattutto queste ultime ceramiche magnogreche a essere finite al centro dell'attenzione degli appassionati, il motivo? Hanno rivelato alcune originali abitudini a tema vino degli Antichi Greci, facendoci capire per quale motivo ancora oggi la bevanda va consumata in compagnia (e mescolata con dell'acqua): ecco tutto ciò che c'è da sapere sulla questione.
Cosa succede se aggiungiamo acqua al vino
In epoca greca i simposi, ovvero la fase finale dei banchetti dedicata alla degustazione del vino, venivano considerati gli ambienti ideali per la discussione filosofica. Al centro della stanza veniva considerato un grande recipiente definito "cratere" nel quale veniva posizionato il nettare e a partire da quel momento gli ospiti cominciavano a consumarlo mentre erano distesi sui divani. La cosa che in pochi sanno è che ai loro bicchieri veniva aggiunta anche dell'acqua, appositamente trasportata in un'anfora (la hydra). Sebbene a primo impatto possa sembrare "un'eresia", veniva fatto sia per stemperare il sapore forte del vino che per garantire la sobrietà dei commensali. L'unico piccolo "inconveniente"? L'aggiunta esterna di acqua altera la composizione chimica della bevanda, il suo gusto e le sue caratteristiche organolettiche. Oggi, dunque, questo piccolo "espediente" viene utilizzato solo quando si desidera gestire i vini forti.
Perché il vino va bevuto in compagnia
Stando ai reperti greci a tema vino, è chiaro che la bevanda è stata creata per essere bevuta in compagnia. Sotto l'influsso del dio Dionisio (che è anche dio delle maschere e del teatro), le identità diventano fluide, donando a chiunque un incredibile potere trasformativo. Non sorprende, dunque, i nobili si mescolavano con servi e ragazzi, dando avvio a un vero e proprio "rituale", ovvero la seconda parte del banchetto che prevedeva poesie, canti e conversazioni. Anche secondo Alexi Worth la chimica nel nostro sangue cambia quando beviamo insieme, facendoci provare un potente senso di slancio e di connessione. Le persone che si concedono un bicchiere fianco a fianco grazie al vino riescono a non essere più estranei, anzi, cambiano insieme, il tutto accompagnati da ebrezza e felicità.