È il momento del vino orange, l’esperto di VitignoItalia: “Scegliere la bottiglia in base a territorio e cucina”

Negli ultimi anni stanno letteralmente spopolando gli eventi a tema vino e il turismo enogastronomico, a prova del fatto che sono sempre di più gli appassionati che vogliono imparare a bere bene, a scegliere le bottiglie più pregiate e a riconoscere i gusti e gli odori "nascosti" nella bevanda. Spesso, però, si è erroneamente pensato che per farlo servisse essere necessariamente degli addetti ai lavori, magari con una lunga formazione da sommelier. La verità, però, è ben diversa e a spiegarlo a Fanpage.it è stato Maurizio Teti, il direttore di VitignoItalia, che ha dato alcuni consigli per degustare vini nel modo giusto.
Il percorso da seguire per diventare esperti di vino
Come cominciare ad approcciarsi al mondo del vino e delle degustazioni quando non si hanno particolari conoscenze nel settore? Il direttore di VitignoItalia Maurizio Teti ha voluto innanzitutto sottolineare che non si può parlare di "non esperti", definizione che sottintende un'accezione negativa, ma semplicemente di "curiosi". Questi ultimi farebbero bene a muovere i primi passi nel settore partendo dai piccoli eventi come le visite in cantina o i tour territoriali. Così facendo, cominciano a orientarsi seguendo il loro gusto personale. Piuttosto che darsi ai corsi di avvicinamento al vino o da sommelier, sarebbe bene partire dalla passione e dal gusto personale. "Solitamente il primo amore enologico scatta per i rossi. Bisogna prima praticare e assaggiare bottiglie diverse, poi si può passare alla teoria, che può essere sia un percorso di conoscenza superficiale che un corso ufficiale più lungo e approfondito", ha spiegato il direttore di VitignoItalia. In tutti i casi il buon vino è sempre quello che fa piacere bere in compagnia, magari abbinato a un buon piatto.
Quali dettagli guardare per scegliere una buona bottiglia
Spesso durante le degustazioni di vino gli esperti (o presunti tali) fanno domande sull'annata, sul luogo di produzione o sull'etichetta di una bottiglia ma in quanti sanno quali sono davvero i dettagli a cui fare attenzione prima dell'assaggio? Secondo Maurizio Teti, sarebbe utile analizzare la dicitura "imbottigliato all'origine", considerata sinonimo di filiera corta e di qualità. Fondamentale, inoltre, è seguire un preciso ordine nella degustazione, così da preservare il palato e da non confondere i sapori. Una qualsiasi degustazione classica prevede la partenza dalle bollicine, per poi passare ai bianchi e infine ai rossi. "I primi sono vini freschi, mentre gli ultimi sono strutturati o con tannino. Ovviamente all'interno delle stesse categorie bisogna stare attenti ai vini giovani rispetto a quelli invecchiati", ha spiegato il direttore di VitignoItalia.
Perché i vini orange piacciono tanto
A detta di Maurizio Teti, non si può parlare di "vini stagionali". La scelta della bottiglia deve essere legata al luogo in cui ci si trova: solitamente in location calde e di mare si bevono vini bianchi e bollicine fresche e sapide, mentre in luoghi freddi e con cucina territoriale si preferiscono i rossi e i bianchi più strutturati. Tra i vini più richiesti del momento ci sono gli orange e i macerati, ovvero dei vini bianchi vinificati come se fossero rossi, con bucce che restano più tempo a contatto con il mosto, donando un colore aranciato o ambrato. La loro struttura è complessa, dunque si aprono a ventaglio per abbinamenti in cucina di ampio respiro. Perché piacciono tanto? Il direttore di VitignoItalia ha spiegato che, essendo spesso macerati in anfore di terracotta, vengono considerati più sostenibili, attirando le attenzioni di generazioni diverse.