Multa a Temu da 200 milioni: in vendita sul sito cinese giocattoli pericolosi e caricabatterie difettosi

"Costa poco, lo compro su Temu": quante volte lo abbiamo detto o lo abbiamo sentito dire? Ma cosa ci si porta davvero a casa, quando si fa un acquisto sull'ormai ben noto sito cinese? La piattaforma dei prodotti a prezzi stracciati è stata fondata da Colin Huang nel 2020 e oggi ha sede legale a Dublino. È finita nuovamente al centro della bufera, in seguito a un'indagine della Commissione europea, focalizzata sulla pericolosità degli articoli in vendita sul sito di e‑commerce cinese.
La verifica si è svolta dopo che gli inquirenti hanno trovato in vendita articoli non conformi e poco sicuri, compresi giocattoli per neonati. Per questo, la Commissione europea ha inflitto una multa da 200 milioni di euro al colosso cinese, reo di proporre ai consumatori di tutta Europa prodotti illegali e insicuri, che violano il Digital Services Act (DSA, regolamento sui servizi digitali).
Nel 2024 l'Unione Europea aveva inserito Temu tra le Very Large Online Platforms soggette ai controlli più severi del DSA. Nel 2025 era cominciata l'indagine, proprio per accertare la violazione del Digital Services Act. L'indagine di Bruxelles si è svolta facendo un'operazione di acquisti in incognito (mystery shopping): analizzando la merce sono poi emerse la criticità. Un'alta percentuale di caricabatterie non superava i test di sicurezza elettrica di base, molti giocattoli per neonati presentava rischi per la sicurezza da livello medio a livello elevato, per la presenza di sostanze chimiche pericolose oltre i limiti di legge o piccole parti staccabili e dunque ingeribili, con rischio di soffocamento.
A peggiorare la situazione dell'azienda, secondo la Commissione, anche il design stesso della piattaforma, che contribuisce a proporre e mettere in primo piano questi prodotti non sicuri. Il sito procede con una massiccia campagna di sponsorizzazioni, di pubblicità, di programmi promozionali che coinvolgono gli influencer: questo inevitabilmente amplifica la portata delle inserzioni illegali.
"Le valutazioni del rischio non sono un mero esercizio burocratico, bensì il fondamento del Digital Security Act. La valutazione dei rischi di Temu lascia utenti e opinione pubblica all'oscuro della reale portata dei potenziali danni legati ai prodotti illegali venduti. Ora è il momento che Temu si conformi alla legge" ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione. Dal canto suo l'azienda si è difesa affermando di rispettare le norme e ha definito la multa "sproporzionata".
Ora tempo fino al 28 agosto 2026 per presentare un piano d'azione che possa correggere la valutazione dei rischi, come previsto dall’articolo 75 del DSA. Il Comitato europeo per i servizi digitali avrà un mese per esaminare il piano, poi ci sarà il verdetto definitivo entro 30 giorni.
Le insidie della fast fashion
Di pochi mesi fa è la causa mossa da Shein a Temu con l'accusa di violazione di copyright: la seconda piattaforma avrebbe copiato oltre 2000 foto dalla prima. Questi siti di ultra fast fashion stanno cambiando l'intero sistema dell'e commerce e l'industria della moda: dietro la loro pubblicità aggressiva, la produzione continua e i prezzi bassissimi, si nasconde un prezzo umano altissimo pagato dai lavoratori lungo la filiera. A questo si aggiunge un costo anche in termini ambientali. Servono adeguata regolamentazione da parte delle istituzioni competenti, adeguati controlli; ma serve anche che i consumatori diventino più attenti e consapevoli, più rispettosi della propria salute. Sul fronte abbigliamento, una piccola grande accortezza la fa la lettura delle etichette, per capire la composizione dei tessuti e capire cosa ci si sta realmente mettendo addosso, o cosa si sta mettendo addosso ai propri figli.