Annullata la mostra di John Galliano al Met dopo le polemiche della comunità ebraica

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John Galliano ha annunciato che la mostra a lui dedicata prevista per la prossima primavera al Met di New York è stata annullata, il motivo? Le polemiche della comunità ebraica.

Qualche giorno fa il Metropolitan Museum of Art di New York aveva annunciato che nella primavera 2027 avrebbe dedicato una mostra a John Galliano. La retrospettiva del Costume Institute, intitolata John Galliano: Horizons, sarebbe stata inaugurata il 9 maggio, accompagnando così l'attesissimo Met Gala, in occasione del quale si sarebbe celebrata la lunga carriera couture del designer. L'obiettivo era mettere in luce non solo solo il suo successo e il suo animo visionario, ma anche l'emarginazione e i problemi di alcolismo che si è ritrovato ad affrontare nel corso della vita. Ora, però, il Met e lo stilista hanno fatto un passo indietro, comunicando in una nota congiunta che la mostra è stata annullata: ecco cosa è accaduto.

John Galliano e le frasi antisemite del 2011

John Galliano: Horizons avrebbe dovuto rendere omaggio al successo del leggendario stilista, ripercorrendo la sua carriera dai tempi del diploma del 1984 alla Central Saint Martins di Londra alle collezioni del suo marchio omonimo, fino ad arrivare alle collaborazioni con grandi nomi della moda come Givenchy, Christian Dior e Maison Margiela. Con grande rammarico, però, sia lo stilista che i portavoce del Metropolitan Museum of Art hanno annnciato che la mostra è stata annullata. Il motivo? L'evento stava suscitando non poche polemiche tra donatori, politici ebrei e leader della comunità, viste le frasi antisemite pronunciate dallo stilista in un caffè di Parigi nel 2011. L'accaduto gli costò il licenziamento da Dior, una condanna in tribunale per incitamento all'odio razziale e una carriera distrutta.

Il ritorno nella moda con Maison Margiela

Negli anni successivi John Galliano ha intrapreso un percorso riabilitazione: ha parlato apertamente della dipendenza da alcol e farmaci e ha incontrato esponenti della comunità ebraica, mostrandosi visibilmente ferito per le parole pronunciate. Nel 2014 è poi tornato nel mondo della moda nel ruolo di direttore creativo di Maison Margiela, brand che ha rilanciato la sua reputazione creativa (ma che ha lasciato nel 2024). Anche a livello lavorativo è tornato  e lavorando sul rapporto con le persone e le comunità ferite dalle sue parole. La sua carriera, nel frattempo, è ripartita con il lavoro da Maison Margiela, fino alla collezione couture del 2024 che ne ha rilanciato definitivamente la reputazione creativa. La mostra Horizons non avrebbe nascosto quel momento difficile, anzi, avrebbe presentato le sue opere ma senza dimenticare il tema della responsabilità etica. Nulla, però, è bastato: la scelta del Met è stata fortemente criticata, soprattutto perché arrivava in un momento storico di crescente antisemitismo.

Il messaggio di John Galliano

Sono profondamente grato al Metropolitan Museum of Art, e in particolare a Max Hollein, Andrew Bolton e Anna Wintour, per lo straordinario onore di aver proposto una mostra dedicata al mio lavoro. Vedere il mio percorso creativo preso in considerazione da un'istituzione che ho ammirato per tutta la vita mi ha emozionato più profondamente di quanto possa esprimere a parole. Sarò per sempre grato per la fiducia, la cura e il rigore scientifico che Max, Andrew, Anna e l'intero team del Met hanno dedicato a questo progetto. Dopo un'attenta riflessione e un lungo confronto con tutte le persone coinvolte, ho deciso, con grande tristezza, che la cosa migliore sia che la mostra non abbia luogo in questo momento. Rimango pienamente responsabile del dolore causato dalle mie parole in passato, in particolare delle ferite inflitte alle comunità ebraica e asiatica, e sono profondamente rammaricato. Comprendo che un vero riscatto non si ottiene attraverso una mostra, un riconoscimento istituzionale o un singolo gesto pubblico. È una responsabilità continua, che si dimostra attraverso l'ascolto, l'apprendimento e la condotta personale nel tempo. Non voglio che il dibattito che mi circonda metta il Met in una posizione difficile o distolga l'attenzione dallo straordinario lavoro del Costume Institute. Riconosco e rispetto inoltre il fatto che una mostra celebrativa del mio lavoro risulterebbe dolorosa per alcune persone. Desidero anche esprimere la mia più profonda gratitudine a tutti coloro che mi hanno guidato, sostenuto e accompagnato in questi quindici anni di sobrietà e di recupero dall'alcolismo e dalle dipendenze. La vostra saggezza, la vostra pazienza e la vostra umanità mi hanno aiutato più di quanto potrò mai esprimere adeguatamente. Vi sarò profondamente debitore per avermi donato, come avevate promesso, una vita migliore di quella che avrei mai potuto sognare. La mia gratitudine verso il Met, Max, Andrew e Anna rimane profonda e duratura. La loro generosità, la loro umanità e la loro fiducia nell'importanza della moda come arte, cultura e storia ( così come la loro comprensione della fragilità umana e della possibilità di crescita) rimarranno sempre con me.

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Il messaggio di John Galliano
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