Le isole toscane meno conosciute conquistano il Guardian: viaggio da Giglio a Capraia passando per Giannutri
Che l’Italia sia apprezzata in tutto il mondo per la sua bellezza, la sua cultura e la sua ospitalità non è certo una novità. Eppure è sempre interessante scoprire quali siano i luoghi del nostro Paese capaci di conquistare anche la stampa internazionale, soprattutto quando a finire sotto i riflettori non sono le destinazioni più famose, ma angoli ancora capaci di sorprendere. Questa volta a catturare l’attenzione del Guardian è l’Arcipelago della Toscana. La celebre testata britannica ha dedicato un articolo alle isole che sorgono tra la costa della Toscana e la Corsica, invitando a scoprire un volto più selvaggio e in parte meno battuto della regione. Delle sette isole che compongono l’arcipelago, il quotidiano ha scelto di raccontarne cinque: Elba, Giglio, Capraia, Pianosa e Giannutri. Montecristo e Gorgona restano invece escluse dal normale itinerario turistico, perché accessibili soltanto secondo modalità molto più restrittive.
Isola del Giglio
L’Isola del Giglio si estende per appena 21 chilometri quadrati e racchiude tre centri abitati, una costa ricca di calette e un paesaggio segnato dalla presenza del granito e della mare mediterraneo. Il Guardian la descrive come un’isola dal fascino particolare, dove è possibile trascorrere una vacanza anche senza automobile: durante il mese di agosto la circolazione dei veicoli privati è infatti fortemente limitata, mentre autobus e taxi permettono di raggiungere i principali borghi e le spiagge. A rendere il Giglio speciale sono soprattutto le sue baie. In particolare, la spiaggia di Campese, sulla costa nord-occidentale, è la più grande dell’isola e si distingue per la sabbia rossastra, il grande Faraglione e la Torre Medicea che domina il litorale. Invece una passeggiata a Giglio Castello permette di entrare nel cuore storico dell’isola: il borgo medievale fortificato, arroccato sulla collina, conserva ancora le sue stradine e le mura, ed è particolarmente suggestivo al tramonto.
Capraia
Capraia rappresenta il volto più selvaggio dell’arcipelago: è una delle isole più remote e, soprattutto, l’unica interamente di origine vulcanica dell’Arcipelago Toscano. La sua conformazione è aspra e spettacolare: rocce scure, scogliere, valloni e sentieri si alternano alla vegetazione mediterranea, mentre le tracce della sua storia compaiono lungo il percorso sotto forma di antiche fortificazioni. Il modo migliore per conoscere Capraia è infatti camminare lungo gli antichi sentieri e le mulattiere che attraversano l’isola. Tra le tappe più suggestive c’è Cala Rossa, dove le rocce color rosso testimoniano l’antica attività vulcanica, mentre il Forte di San Giorgio domina il borgo e rappresenta uno dei simboli dell’isola. Meritano una sosta anche Cala della Mortola, Cala del Ceppo e Cala dello Zurletto, alcune delle insenature più belle dell’isola.
Elba
L’Elba è l’isola più conosciuta tra quelle raccontate dal Guardian e anche la più grande dell’Arcipelago Toscano. È una destinazione molto più movimentata rispetto alle altre, con località balneari, alberghi, ristoranti e collegamenti frequenti. Ma dietro le acque trasparenti e le baie da cartolina si nasconde un’isola ricchissima di storia e natura. Uno dei suoi capitoli più celebri è naturalmente quello legato a Napoleone, che trascorse qui il suo breve esilio nel 1814.
A Portoferraio è possibile visitare la Palazzina dei Mulini, una delle residenze napoleoniche, mentre lungo la costa restano le imponenti fortificazioni costruite dai Medici per difendere l’isola dalle incursioni dei pirati. L’Elba è inoltre un paradiso naturale, offrendo sentieri panoramici, montagne e percorsi escursionistici. La Grande Traversata Elbana attraversa l’isola per circa 58 chilometri, passando tra borghi tradizionali. Ci sono poi luoghi meno conosciuti come il Laghetto Rosso delle Conche, nell’area mineraria di Rio Marina, con i suoi colori rossastri dovuti agli ossidi di ferro, oppure il Castello del Volterraio, una delle più antiche fortificazioni dell’isola.
Pianosa
Pianosa è probabilmente l’isola che più di tutte rende evidente il delicato equilibrio tra turismo e tutela ambientale. Qui non si arriva semplicemente per trascorrere una giornata al mare: l’accesso è regolamentato e il numero di presenze giornaliere è limitato proprio per proteggere un territorio particolarmente fragile. Attualmente il limite turistico-naturalistico ordinario è di circa 300 presenze al giorno, con alcune quote riservate a specifiche categorie. L’isola conserva testimonianze di epoche molto diverse: ci sono i resti di epoca romana, le catacombe paleocristiane e gli edifici abbandonati dell’antica colonia penale, che per decenni ha segnato la storia di Pianosa. Per esplorarla bisogna rispettare regole precise: alcune zone sono accessibili esclusivamente accompagnati da guide autorizzate, mentre è possibile muoversi liberamente nel paese e raggiungere Cala Giovanna, l’unica area dell’isola dove è consentita la balneazione.
Giannutri
Tra le cinque isole scelte dal Guardian, Giannutri è la più piccola e forse quella che meglio rappresenta l’idea di una fuga dall’overtourism. È un piccolo pezzo di terra dalla forma allungata, senza strade per le automobili e con pochissimi servizi. Qui la vegetazione arriva fino al mare e le acque trasparenti circondano una costa in gran parte tutelata. Ci si muove a piedi e le principali zone balneabili sono Cala Spalmatoio e Cala Maestra, mentre i fondali dell’area protetta sono particolarmente apprezzati dagli appassionati di immersioni e snorkeling. Anche il resto dell’isola è soggetto a precise regole di tutela. Giannutri rientra infatti nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e nelle acque circostanti è presente una vasta area marina protetta. Chi sbarca sull’isola, inoltre, deve pagare un ticket di accesso, attualmente fissato a 2,50 euro.
Credo fermamente che il riconoscimento de The Guardian sia l'ennesima conferma che l'Italia presenta una bellezza variegata e capace di sorprendere sotto ogni punto di vista. Questi luoghi sono capaci di unire storia, architettura, natura e una cultura che è in grado di catturare persone provenienti da ogni parte del mondo.