Il viaggio di Irene e Angelo in un van Volkswagen degli anni ’80: “Niente tecnologie, si riscopre la vita lenta”

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Viaggiare a bordo di un van Volkswagen T3 degli anni ’80? Angelo e Irene lo hanno fatto, andando alla scoperta del sud del Portogallo in modo lento e analogico: ecco cosa ci hanno raccontato della loro esperienza.

Viviamo in un'epoca in cui tutto viene vissuto con velocità e frenesia, dagli impegni lavorativi alle uscite con gli amici, fino ad arrivare al viaggio, dove si vuole sfruttare ogni singolo istante libero per provare esperienze e ammirare luoghi più o meno iconici. Angelo e Irene hanno deciso di andare in controtendenza: si definiscono una "Slow Travel Couple" (non a caso sui social si chiamano "Lenti ma contenti") e amano viaggiare lentamente, così da godersi davvero le vacanze, i paesaggi e le persone incontrate. Tra i loro tour più memorabili c'è stato quello in un van Volkswagen T3 degli anni '80, che gli ha permesso di andare alla scoperta del Portogallo in modo "analogico", senza alcuna tecnologia. Fanpage.it li ha intervistati: ecco cosa ha significato davvero viaggiare a bordo di un mezzo tanto leggendario.

Come è nata l’idea di fare un viaggio in un camioncino Volkswagen T3 degli anni ‘80?

Faceva parte di un viaggio in Portogallo più "completo": eravamo partiti dall'Italia per visitare le città più famose e per fare un cammino, poi volevamo fare un tour dell'Algarve e abbiamo pensato di noleggiarlo. Lo abbiamo trovato su un sito di noleggi van, ci siamo affidati e abbiamo fatto bene.

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Angelo e Irene con il van noleggiato

Da dove siete partiti e quali tappe avete fatto?

Abbiamo deciso di visitare l'Algarve, quindi tutta la costa sud del Portogallo. Siamo partiti da Faro, abbiamo fatto tutta la parte verso Cabo de São Vicente, capo situato all'estremità sudoccidentale del paese, per poi salire lungo la costa atlantica. Siamo praticamente arrivati al confine tra l'Algarve e l'Alentejo, quindi le due regioni più a sud del Portogallo. Abbiamo fatto una decina di giorni a bordo di questo van privo di ogni tecnologia, raggiungeva al massimo gli 80 km/h in discesa. I ragazzi che ce lo hanno noleggiato ci hanno detto "Potete fare qualsiasi cosa, l'importante è che l'acqua di raffreddamento del motore non vada sopra i 100 gradi". Sul cruscotto non c'era nulla, l'acqua era l'unica cosa che segnava.

Avete dovuto modificare il camioncino per renderlo più comodo?

Il van era già camperizzato con allestimento Westfalia, quello originale dei van dei primi anni '80. Era ben tenuto, non abbiamo dovuto fare nulla. I camioncini Volkswagen di quegli anni erano pensati per essere pratici, non per fare foto, per essere carini o per essere Instagrammabili, quindi al loro interno c'era un allestimento perfetto per viaggiare. Non a caso questa esperienza ci ha portato a cercare un van da acquistare che ricordasse la struttura interna del T3.

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Il viaggio in Portogallo di Angelo e Irene

Come è stato vivere in uno spazio così piccolo? Come vi eravate organizzati?

Non era la prima volta che viaggiavamo a bordo di un van, era la seconda, quindi eravamo già un po' preparati, sapevamo cosa aspettarci nel vivere in un posto così piccolo. Più che altro è stata difficile l'organizzazione perché venivamo da un viaggio più "completo", nel senso che non facevamo solo il tour in camioncino, quindi abbiamo dovuto portare con noi uno zaino molto minimal, che fosse perfetto per affrontare un cammino e per andare in giro per le città, ma che ci permettesse anche di vivere nel van. In Portogallo, poi, non ci si può fermare ovunque con il van, ci sono dei punti ben precisi in cui si può parcheggiare il mezzo per dormire. Noi, in particolare, siamo stati in un parco naturale dove c'erano delle aree attrezzate simili a dei parcheggi dove poter stare. Il campeggio in spiaggia in Portogallo difficilmente è consentito.

La cosa più bella di questa avventura, quella che vi ha più emozionato? 

La mancanza di tecnologie, un ritorno all'analogico. Anche il fatto di andare lentamente, a un massimo di 80 km/h ci ha permesso di vivere il paesaggio, cosa che non accade mai in città quando anche sulle statali si va a 100 km/h. Di solito il paesaggio ci passa davanti e non lo apprezziamo, dunque il viaggio diventa solo uno spostamento da un punto A a un punto B. In questo caso, invece, la vacanza è stata l'intero tragitto. A bordo chiaramente non c'era l'aria condizionata, quindi bisognava viaggiare con i finestrini aperti e il braccio fuori, godendosi davvero il paesaggio.

C'è stato un momento difficile?

È stato difficile guidare il van. Siamo abituati a guidare le macchine moderne, quindi abbiamo trovato una differenza significativa. Il camioncino, ad esempio, non aveva il numero delle marce, quindi dovevamo "indovinare" quella giusta. Per il resto, però, non abbiamo mai dovuto chiamare l'assistenza. L'unica cosa "spiacevole" che è successa è che una notte ci eravamo fermati a dormire in un luogo a sud del Portogallo, dove però ci hanno cacciati, ci dissero di uscire in maniera non troppo amichevole, seguendoci fino a quando non lasciammo la zona.

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Il van Volkswavgen degli anni '80

Cosa consigliereste a chi vorrebbe fare un'esperienza simile?

Chi vuole farlo deve essere cosciente che viaggerà in spazi stretti, dunque non può portarsi dietro tutto l'armadio di casa. Bisogna scegliere le cose da portare, quelle essenziali e leggere. Poi c'è anche il fatto che si andrà a convivere in uno spazio piccolissimo, dunque, se non si ha un buon rapporto con il compagno o con gli amici con cui si parte, si rischia di litigare. Come ultima cosa, è necessaria una buona organizzazione per quanto riguarda i luoghi in cui dormire. Sarebbe bene viaggiare al ritmo del sole e della natura, quindi camminando nelle ore diurne e fermandosi al tramonto. Il nostro consiglio è arrivare prima del tramonto nel luogo in cui si dormirà, montare il tavolino per fare un aperitivo o una cena e poi ripartire con calma la mattina dopo.

Avete già in programma un nuovo viaggio?

Noi abbiamo comprato il nostro van: non è vintage ma è comunque del 2004, quindi ha i suoi anni, e si chiama Van Lentino. Di solito ci organizziamo nei weekend quando non lavoriamo, li chiamiamo i weekendini Valentini: partiamo il venerdì e torniamo la domenica sera ma decidiamo all'ultimo cosa fare. Il van ti permette di spostarti in tutta libertà, anche perché non hai bisogno di prenotare in anticipo. Attualmente non abbiamo dei programmi futuri ma in passato abbiamo fatto le vacanze natalizie in Sicilia, poi abbiamo fatto un tour della costa adriatica e della costa tirrenica, siamo arrivati a Matera. Amiamo il concetto di viaggio lento. L'anno scorso, ad esempio, abbiamo fatto Firenze-Pechino in autobus e treno in 40 giorni: abbiamo percorso tutta la Transiberiana e poi abbiamo continuato verso Pechino sempre in treno. La tratta più lunga che abbiamo fatto è stata di 36 ore in transiberiana, da Novosibirsk fino ad arrivare a Ulan-Ude, nella parte tartara della Russia. Lì il tempo si "congela": sebbene fossimo inizialmente preoccupati, alla fine non ci hanno pesato le ore di viaggio, abbiamo letto, abbiamo scritto il diario di bordo, abbiamo guardato il paesaggio e abbiamo provato a parlare con i passeggeri. Il contatto umano ha reso l'esperienza bellissima: alcune signore russe ci hanno regalato i pomodori del loro orto, sono stati quelli più buoni che abbiamo mai mangiato nella nostra vita.

Se anche tu hai fatto un viaggio particolare, hai visitato luoghi lontani con mezzi di trasporto inconsueti, hai visto luoghi indimenticabili o vissuto in un posto remoto del mondo, raccontaci la tua esperienza, condividila con noi cliccando qui.

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