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A Tokyo per la prima volta uomini in ufficio in shorts: per le donne è “molestia” vedere le loro gambe coi peli

Via libera agli shorts in ufficio, perché a Tokyo fa troppo caldo: ma le donne si sentono in imbarazzo dinanzi alle gambe pelose dei loro colleghi uomini.
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A Tokyo fa troppo caldo e questo significa dover tenere l'aria condizionata accesa negli uffici ore e ore, con un notevole dispendio economico. Per risparmiare un po' su questa spesa, ai dipendenti pubblici del governo metropolitano di Tokyo è stato concesso per la prima volta di adottare un abbigliamento più informale. Il dress code sul posto di lavoro è qualcosa di molto rigoroso in Giappone, è sempre stato impensabile relazionarsi tra colleghi con un abbigliamento poco consono alla circostanza professionale. Ma le temperature roventi di questo periodo, hanno imposto un cambiamento, per il benessere dei dipendenti e per tutelare le finanze aziendali. L'Agenzia meteorologica giapponese che ha lanciato un allarme per il caldo estremo e ha lanciato il termine "kokusho-bi" per indicare i giorni in cui le temperature superano i 40°C. In quelle giornate i lavoratori sono stati incoraggiati a sostituire gli scomodi completi con T-shirt e shorts, per stare più freschi alla scrivania.

L'iniziativa si deve alla governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, che già vent'anni fa aveva promosso la campagna Cool Biz, quando era ministro dell'ambiente. In quel caso, la campagna era orientata soprattutto in chiave climatica ed energetica, più che incentrata sul benessere dei lavoratori. Una politica meno restrittiva sull'abbigliamento da ufficio, infatti, avrebbe permesso di ridurre l'uso dell'aria condizionata, che è molto inquinante per le emissioni di CO2. La campagna Cool Biz è diventata Super cool Biz con la crisi energetica del 2011 nel Paese: look ancora più informali per ridurre i consumi e tutelare le finanze. La policy è stata rivista in questo periodo, a causa delle forti ondate di calore a Tokyo: se prima era concesso solo rinunciare a giacca e cravatta durante l’estate, ora la governatrice ha dato il via libera ai pantaloncini negli uffici pubblici della capitale.

Ed è qui, però, che sorge il problema. In Giappone certe convenzioni sociali, certe tradizioni di buon costume, permangono. Lo dimostra un sondaggio condotto nel mese di giugno 2026 dalla clinica estetica Gorilla Clinic: il 53,5% degli intervistati si è detto contrario si pantaloncini in ufficio durante l’estate. Il malessere principali arriva dalle donne: sono loro ad aver innescato delle polemiche. A quasi quattro mesi dall'introduzione della misura, infatti, hanno infatti dichiarato di sentirsi a disagio in presenza di colleghi uomini in shorts, imbarazzate dal dover vedere le loro gambe pelose! Basti pensare che Akifumi Funatsu, direttore di Gorilla Clinic, ha osservato un aumento della clientela maschile che richiede trattamenti di epilazione laser, proprio per questo motivo! Ne è nato anche un termine specifico.

Online si parla di "sunehara": è il disagio che si prova nel vedere i peli sulle gambe dei colleghi uomini, solitamente coperte da pantaloni lunghi. Altra espressione coniata è "leg hair arrassment" ossia "molestia da peli sulle gambe". Noboru Watanabe, funzionario ambientale del governo metropolitano di Tokyo, ha dichiarato alla Bbc: "Vogliamo offrire alle persone più opzioni per affrontare il caldo estremo, non imporre cosa dovrebbero indossare. Non dovrebbero sorgere problemi, purché l’abbigliamento da lavoro non offenda nessuno".

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