Se non hai ancora tolto l’albero di Natale dovresti farlo oggi: e se l’hai già fatto hai sbagliato giorno

Le luci sono riposte negli scatoloni, gli avanzi dei panettoni stanno terminando e gennaio, come ogni anno, è sembrato durare un’eternità. Le feste natalizie appaiono ormai lontane anni luce, dimenticate a causa della routine, del lavoro e di quel grigio invernale che segue sempre l’Epifania. Eppure, per i più affezionati alle tradizioni, il calendario racconta una storia diversa. Perché se è vero che molti smontano l’albero subito dopo il 6 gennaio, o addirittura il primo weekend del mese, la tradizione popolare e religiosa suggerisce un’altra data. Il periodo natalizio, almeno simbolicamente, non si chiude con la Befana ma arriva fino al 2 febbraio. Proprio oggi: si chiama Candelora, una ricorrenza antica che segna la fine ufficiale del ciclo di Natale. In altre parole, se hai l’albero ancora in casa, sei perfettamente in tempo.
Cos’è la Candelora
La Candelora, celebrata ogni anno il 2 febbraio, corrisponde alla festa cristiana della Presentazione di Gesù al Tempio, che cade esattamente quaranta giorni dopo il 25 dicembre, in linea con la tradizione ebraica della purificazione della madre dopo il parto. Il nome deriva dal latino festum candelarum, la festa delle candele, perché in questa giornata si benedicono e si accendono ceri, simbolo di luce e protezione. La ricorrenza ha radici molto antiche, era già diffusa nei primi secoli del cristianesimo e, nel tempo, si è intrecciata con riti popolari legati alla fine dell’inverno e al ritorno della luce. In molte regioni italiane è accompagnata da proverbi e credenze contadine, secondo cui il tempo di questa giornata sarebbe un presagio per le settimane successive. Al di là dell’aspetto religioso, la Candelora è rimasta come una sorta di spartiacque stagionale e simbolico, un momento che chiude definitivamente il lungo periodo festivo iniziato con l’Avvento.
La fine del periodo natalizio
Dal punto di vista religioso, il 2 febbraio rappresenta infatti la conclusione del tempo di Natale. Se l’Epifania ne segna la fine ufficiale nel calendario civile e scolastico, la tradizione ecclesiastica prolunga il ciclo festivo fino alla Presentazione al Tempio, mantenendo un legame simbolico con la nascita di Cristo e con il tema della luce che entra nel mondo. È da qui che nasce anche l’usanza, tramandata in molte famiglie soprattutto in passato, di lasciare presepe e albero fino alla Candelora, per poi riporli solo in questa data. Un gesto che aveva a che fare con un piccolo rito domestico, quasi un saluto definitivo alle feste. Oggi, tra ritmi veloci e case sempre più minimal, questa consuetudine si è persa, ma resiste tra chi ama prolungare l’atmosfera natalizia il più possibile. Così, mentre fuori l’inverno è ancora nel pieno, smontare l’albero proprio il 2 febbraio diventa un modo per chiudere il cerchio con calma, seguendo un tempo più lento e antico. E forse, per una volta, lasciando che sia la tradizione a dettare il ritmo invece del calendario lavorativo.