Arredare una casa piccola, gli errori da evitare secondo Sarah Balivo “No a pareti bianche e mobili salva-spazio”
Vivere in una casa piccola è una soluzione sempre più comune sia per motivi pratici che economici ma spesso costringe a dover affrontare non pochi problemi di gestione dello spazio. Per convenzione si crede che, trattandosi di ambienti ridotti, sia necessario fare qualche rinuncia in fatto di mobili e arredi ma la verità è ben diversa: esistono dei piccoli "trucchi" per rendere l'appartamento piccolo più arioso e per sfruttare al massimo gli angoli liberi. Abbiamo chiesto consiglio all'interior designer Sarah Balivo: ecco tutto ciò che bisogna fare e gli errori da evitare per arredare con gusto una casa piccola.
Quali sono gli errori che si fanno più spesso nelle case piccole in salone e camera da letto?
Il primo errore è pensare che casa piccola significhi necessariamente mobili piccoli. Si finisce con l’avere tanti arredi in miniatura e, paradossalmente, lo spazio sembra ancora più frammentato e disordinato. Preferisco pochi pezzi, scelti bene e proporzionati allo spazio. Anche un divano importante può funzionare in un soggiorno piccolo, se intorno gli lasciamo respirare. Un altro errore è voler sfruttare ogni centimetro a tutti i costi. Non ogni angolo deve necessariamente contenere qualcosa. In una casa piccola il vuoto è preziosissimo, perché permette allo sguardo e alle persone di muoversi. In camera, invece, attenzione soprattutto agli arredi troppo profondi e ai comodini sovradimensionati. Se lo spazio è poco, comodini sospesi, mensole o elementi su misura possono liberare parecchi centimetri.
Cucina e bagno: quali arredi usare per salvare spazio e quali arredi evitare?
In cucina sfrutterei soprattutto l’altezza. Se i metri quadrati sono pochi, ha molto più senso avere contenitori che arrivano fino al soffitto piuttosto che aggiungere altri mobili a terra. Funzionano bene anche tavoli allungabili, piani estraibili e panche contenitore, ma solo quando rispondono davvero alle abitudini di chi vive la casa. In bagno cercherei di tenere il pavimento il più libero possibile: sanitari e mobili sospesi aiutano sia visivamente sia nella gestione quotidiana. Anche le nicchie ricavate nella doccia sono molto più interessanti di mensole e portaoggetti aggiunti successivamente. Eviterei invece tutti quei piccoli mobiletti “salvaspazio” che promettono miracoli ma alla fine aggiungono solo ingombro visivo.
Usare esclusivamente il bianco è davvero una buona strategia?
Assolutamente no. È uno dei falsi miti più resistenti: una casa piccola non diventa automaticamente più grande perché è tutta bianca. Anzi, in alcuni casi il bianco può rendere ancora più evidenti i confini della stanza. Un colore utilizzato bene può dare profondità, creare continuità o addirittura far percepire meno alcuni limiti architettonici. In uno spazio piccolo mi piace molto, per esempio, lavorare tono su tono, portando lo stesso colore su pareti, porte o elementi della falegnameria. Lo spazio diventa più continuo e meno frammentato.
Gli errori che si fanno più spesso con la luce artificiale e che incidono sulla percezione dello spazio?
Il peggiore è pensare che basti un unico punto luce centrale. Illumina la stanza, certo, ma difficilmente costruisce lo spazio. Preferisco lavorare per livelli: una luce generale e poi lampade da terra, applique, lampade da tavolo o luci integrate. Più che illuminare tanto, bisogna illuminare bene e nei punti giusti. Attenzione anche alla temperatura colore: in un ambiente domestico prediligo generalmente una luce calda, intorno ai 2700K. E soprattutto eviterei di mescolare nella stessa stanza temperature colore completamente diverse.
Gli specchi funzionano davvero per rendere lo spazio più arioso oppure è un mito da sfatare?
Funzionano, ma non hanno poteri magici. Uno specchio messo nel posto giusto può amplificare la luce, creare profondità e aprire prospettive molto interessanti. La cosa importante è chiedersi sempre che cosa rifletterà. Uno specchio che riflette una finestra, una bella prospettiva o una parte luminosa della stanza funziona benissimo. Uno specchio che raddoppia visivamente una zona disordinata molto meno. Quindi sì agli specchi, ma come elemento di progetto, non come trucco automatico per guadagnare metri quadrati immaginari.
Le soluzioni salva-spazio convenzionalmente consigliate ma che nella realtà funzionano poco?
Diffido di tutte quelle soluzioni trasformabili che per essere utilizzate richiedono ogni volta una piccola operazione di ingegneria domestica. Il tavolo che va aperto, spostato e richiuso tre volte al giorno, il letto che bisogna sollevare ogni sera dopo aver liberato mezza stanza, mobili con dieci funzioni diverse che sulla carta sono geniali ma nella quotidianità diventano scomodi. Una soluzione salvaspazio funziona davvero quando semplifica un gesto, non quando ne aggiunge altri cinque. Preferisco molto spesso un buon progetto su misura, anche semplice: sfruttare un’altezza, una nicchia, integrare contenitori e funzioni diverse nello stesso elemento. È meno spettacolare, ma nella vita reale funziona molto meglio.