La storia di Fabio, il Miglior host emergente del 2026: “Nel mio trullo creo legami attraverso il cibo”

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Fabio Luceri è stato eletto Miglior Host Emergente 2026 da Airbnb a soli 25 anni grazie al suo Trullo Luceri. Fanpage.it lo ha intervistato: ecco com’è nato il progetto e perché vuole essere un luogo di incontro che celebra la gastronomia.

Ci sono luoghi in giro per l'Italia davvero iconici, capaci di attirare milioni di visitatori da ogni parte del mondo grazie alla loro unicità. È il caso di Ostuni, la Città Bianca della Puglia nota per i suoi suggestivi trulli. È proprio qui che Fabio Luceri, eletto Miglior Host Emergente 2026 da Airbnb a soli 25 anni, ha deciso di dare il via a un progetto che unisce accoglienza, gastronomia, convivialità. Lo ha fatto all'interno di un trullo, il Trullo Luceri fuga per buongustai, diventato non una semplice struttura ricettiva ma un luogo in cui poter entrare davvero in contatto con la cultura e la tradizione pugliese. A Fanpage.it Fabio ha raccontato la sua storia, spiegando come è nata l'idea di fondere la passione per la ristorazione con il desiderio di conoscere persone nuove.

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Fabio Luceri

Come è nata la tua avventura nel mondo dell’ospitalità? 

Ho studiato Scienze Gastronomiche a Pollenzo, in provincia di Cuneo, poi subito dopo la laurea sono rientrato in Puglia e ho iniziato a lavorare nel mondo della ristorazione. Non lo facevo tanto per interesse nella cucina, ma per esplorare il settore gastronomico dal punto di vista imprenditoriale. Purtroppo, però, non ho avuto un'esperienza troppo piacevole. In quello stesso periodo mio fratello Luca stava acquistando un trullo a Ostuni, inizialmente voleva viverlo in estate con gli amici, poi solo dopo si è trasformato in una attività. Io ho visto quell'occasione come una sorta di rifugio per ricominciare: era da tempo che io e mio fratello volevamo fare qualcosa insieme e abbiamo pensato di usare quel trullo per unire accoglienza e gastronomia (di cui mi occupo stesso io).

Il trullo Luceri nasce da un progetto di famiglia: quali sono i pro e i contro del lavorare con genitori e fratelli?

Il lavoro principalmente con mio fratello Luca, i miei genitori mi supportano in tutto, mia madre è la mia spalla, ma è con mio fratello che mi confronto per gestire tutto. Sicuramente è una grande responsabilità: devo fare un buon lavoro sia per me stesso che per lui, che mi ha affidato l'organizzazione in maniera completa. Mi ha fatto un grande regalo, si fida di me, ma devo dimostrargli ogni giorno che può farlo. Quando succede qualche imprevisto, penso sempre a ciò che ne potrebbe conseguire e provo a comportarmi come farebbe mio fratello, così da renderlo orgoglioso.

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Fabio e il fratello Luca

Durante i lavori di ristrutturazione c’è stato qualche elemento del trullo che non hai potuto modificare?

Sì, qui a Ostuni ci sono molte restrizioni sia per quanto riguarda la modifica della struttura vera e propria, sia per quanto riguarda le aggiunte. La piscina che abbiamo costruito all'esterno, ad esempio, doveva essere posta in una determinata posizione, in un determinato colore. All'interno del trullo non si potevano fare modifiche ma abbiamo provato a renderlo più moderno, ci siamo fatti aiutare da un team di architetti per scostarci dal trucco "classico". Anche in fatto di comunicazione abbiamo deciso di intraprendere una strada un po' più giovane, più personale, non volevamo incentrare tutto sul concetto di vita lenta, che ormai seguono tutte le strutture ricettive in Puglia.

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Gli aperitivi al trullo Luceri

Ti aspettavi il riconoscimento di Airbnb o è stata una sorpresa?

È stata veramente una sorpresa. Mi ero candidato al concorso in estate senza pensarci troppo, avevo inviato tutto mezz'oretta prima dello scadere dei termini, non avevo nemmeno fatto rileggere a mio fratello, e alla fine è andata bene. Sebbene si tratti di un progetto di coppia, mio e di mio fratello Luca, spesso per non sovraccaricarlo di altro lavoro faccio tutto da solo.

Credi che cambierà qualcosa dopo questo premio?

Spero che il riconoscimento mi porti una maggiore risonanza a livello locale. Attualmente lavoriamo principalmente con clienti esteri ma ci piacerebbe attirare l'attenzione anche di una clientela locale.

Cosa ricordi del tuo primo ospite, che emozioni hai provato?

Il primo ospite era una famiglia del Trentino. Eravamo molto agitati perché non avevamo mai aperto al pubblico, eravamo ancora nella fase finale del cantiere, avevamo pubblicato l'annuncio che ancora non era tutto perfettamente completato. Prima dell'arrivo degli ospiti, contavo i giorni e le notti che mancavano ma alla fine è stato un bel check-in- Prima di andarsene, la cliente mi scrisse che voleva parlarmi. Io già ero convinto che qualcosa fosse andato storto, che avesse trovato chissà che, invece voleva solo offrirmi un caffè, mi chiese come era nato il trullo, come erano andati i lavori.

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Fabio Luceri

Cos’è che secondo te ti distingue dagli altri host?

Il nostro trullo è focalizzato principalmente sulla gastronomia, non offriamo le solite esperienze proposte dalle strutture simili. Non vogliamo essere solo una struttura ricettiva, vogliamo creare un legame con gli ospiti attraverso il cibo, non a caso ci chiamiamo "Foodie Escape", "Fuga per buongustai". A me è sempre piaciuto cucinare per gli altri, ho sempre considerato il cibo un modo per stare insieme, per ricordare, per installare dei legami. Nel trullo organizzo aperitivi sul tetto, cene, corsi di cucina rifacendomi al concetto giapponese dell'omakase: il cliente si siede "al buio", senza sapere nulla del menù. Non si tratta, però, di una scelta "per fare il figo", sono attento alle materie prime: cucino con le erbe che crescono spontanee nel trullo, utilizzo i frutti dei miei alberi, quindi i piatti non sono mai troppo studiati. Niente formalità o sovrastrutture, cucino in maniera libera e, se il cliente vuole cucinare con me, può farlo. Insomma, è una situazione molto informale, vogliamo che il trullo sia un posto in cui incontrarsi, conoscersi e instaurare delle connessioni.

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Uno dei piatti cucinati da Fabio
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