Quanta crema solare applicare per una giusta protezione: la dermatologa spiega la regola dei 6 cucchiaini da tè

Bambini con in faccia ditate di crema solare come dei sioux del Mediterraneo. Un'istantanea della bella stagione. Nell'estate cha ha visto più polemiche sui filtri solari che servizi del Tg che avvertono di restare in casa nelle ore più calde, proviamo a ripristinare un po' di certezze su come ci si espone al sole in sicurezza e soprattutto sulla quantità giusta di crema solare da applicare per una protezione adeguata. "Intanto facciamo una premessa i filtri solari si dividono in filtri cosiddetti fisici meglio detti inorganici come il biossido di titanio e l’ossido di zinco proteggono per rifrazione mentre i filtri chimici meglio detti organici proteggono assorbendo le radiazioni UV e dissipandole in calore. – spiega a Fanpage la dottoressa Manuela Carrera specialista in dermatologia oncologica e medicina estetica – L’allarmismo circa le creme solari ha riguardato essenzialmente l’octocbrylene e l’omosalato, poiché sono risultati interferenti endocrini in alcuni studi su cellule in coltura. Ma gli studi hanno altresì evidenziato che i filtri risultano comunque sicuri usati nelle dosi e nelle modalità adeguate poiché le dosi impiegate negli studi erano superiori alle dosi abitualmente utilizzate. Ricordiamo che le creme solari essendo prodotti cosmetici seguono la regolamentazione europea CE 1223/2009 che vieta la presenza di prodotti cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzioni nei cosmetici".
Crema solare: quali, quanta e come?
Fermo restando dunque che le creme solari non devono mai mancare nelle nostre borse di paglia cerchiamo di capire come selezionarle tra tutte quelle in vendita. "I filtri chimici di nuova generazione più sicuri per la nostra pelle sono il mexoryl SX e XL, il tinosorb S ed M e Uvinul A Plus e T150. Anche l'INCI è altamente indicativo: evitiamo quelle che contengono oxybenzone, octinoxate ed octocrylene. Per i bambini scegliamo sempre le formulazioni pediatriche minerali o con formulazione mista (schermi fisici e chimici di ultima generazione). Prestando attenzione anche all’ecosistema attenzione ai filtri fisici con nanoparticelle che si disciolgono in mare ed alterano gli ecosistemi". Attenzione anche a scegliere creme che proteggano non solo dai raggi UV A. "La protezione solare deve essere a largo spetto ossia proteggere non solo dagli UV A e B ma anche dalla luce visibile e dagli infrarossi. Ricordiamoci che la sigla SPF si riferisce alla protezione nei confronti degli UVB mentre la sigla PA si riferisce alla protezione dai raggi UVA e deve essere almeno 1/3 della SPF".
Quanta crema solare mettere
Per quel che riguarda la quantità ci sono molti studi che hanno evidenziato che la maggior parte delle persone non usa una quantità sufficiente di protezione "E ciò significa essere esposti maggiormente ai raggi e a tutto quello che ne consegue. Poca protezione significa non raggiungere SPF indicato sul prodotto" avverte Carrera. Alcune regole ci sono ma prese alla lettera sono decisamente poco pratiche. "Le regole ci dicono che la dose corretta è di 2 mg/cm2, ma è un calcolo piuttosto difficile da fare a 40 gradi sotto l'ombrellone. Per rendere più facile l’idea di quantità usiamo un cucchiaino da tè: 6 cucchiaini da tè sono sufficienti per una persona adulta di media statura. Per il viso ed il collo possiamo usare la regola delle 2 dita (indice e medio) coperte interamente di crema". In breve: melius abundare quam deficere.
Ogni quanto rimettere la crema
E poi c'è l'altra domanda cruciale: ovvero ogni quanto rimettere la crema? Dopo ogni bagno? Dopo ogni mezzora? "La protezione va rinnovata ogni 2 ore e dopo ogni bagno anche se usiamo una protezione waterproof o water resistant. Ricordiamoci in ogni caso che la protezione non è uno scudo quindi evitiamo di esporci nelle ore più calde in cui riceviamo una dose maggiore di raggi UVB".