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Ozempic usato per dimagrire, l’endocrinologo Bonifazi: “Più effetti collaterali che benefici sulle persone sane”

L’ombra di Ozempic si è allungata su Emma Marrone e Arisa, che hanno smentito. Fanpage.it ha chiesto a un esperto come funziona il farmaco e che conseguenze ha.
Intervista a Dott. Luigi Bonifazi Meffe
Endocrinologo e Diabetologo
A cura di Giusy Dente
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Che ne è stato della body positivity, della normalizzazione delle fisicità oltre gli stereotipi? Dai social alle passerelle, lo spazio dedicato a dare una rappresentazione dei corpi più fedele alla realtà e più sana, senza ossessioni, si è notevolmente ridotta. A Hollywood soprattutto è tornata prepotentemente in auge un'estetica di magrezza estrema che si era cercato di superare, nel tentativo di ridimensionare quei canoni assoluti che dominavano incontrastati da tempo. Siamo nuovamente nell'era delle taglie small, dei visi rimpiccioliti, delle silhouette snelle: ma forse, non ne siamo mai davvero usciti.

La body positivity non ha mai voluto affermare la supremazia di una taglia su un'altra: voleva solo restituire dignità a quelle fisicità che venivano percepite come "sbagliate", innescando pericolosi cortocircuiti e creando standard di bellezza irrealistici. Era come se ci fosse un unico modo possibile per essere accettati, per essere giusti, persino essere amati: essere magri. E ora sembra di aver girato in tondo e di essere tornati al punto di partenza. Se il fenomeno risulta allarmante, è perché di mezzo c'è la salute. Non c'è nulla di sbagliato nel voler cambiare la propria immagine, per stare bene nel proprio corpo: ma bisognerebbe farlo mantenendo la salute come priorità.

Invece il dimagrimento repentino a cui si sta assistendo è attribuito a un farmaco che spopola tra le celebrity e non solo. Ozempic, ufficialmente nato come antidiabetico e studiato per la terapia dell'obesità, è diventato un farmaco assunto da persone sane per perdere peso velocemente. Il farmaco, infatti, permette di avvertire un maggiore senso di sazietà: sentirsi sazi significa avere meno appetito quindi mangiare meno, apportare meno calorie e di conseguenza dimagrire.

L'uso dell'Ozempic è stato attribuito a molti volti noti, protagonisti di trasformazioni fisiche repentine e velocissime perdite di peso, ben visibili a occhio nudo. Solo poche star hanno ammesso l'usoL'ombra di Ozempic si è allungata su Lizzo, Christina Aguilera, Kris Jenner, Olivia Wilde. Ultima in ordine di tempo Arisa, che ha smentito e come lei la collega Emma Marrone. Fanpage.it per fare chiarezza ha chiesto a un medico specialista in materia di spiegare come funziona il farmaco, che conseguenze ha un suo uso improprio.

L'intervista all'Endocrinologo Luigi Bonifazi Meffe

L'ombra di Ozempic si è abbattuta su molte celebrity interessate da notevole perdita di peso in poco tempo. Essendo un farmaco per il diabete, quali sono le conseguenze e gli effetti collaterali sulla salute a breve e lungo termine di questo uso improprio, quindi assunto da persone sane non diabetiche e non obese a scopo di perdita peso?

Premettiamo che non possiamo sapere, a meno che non sia la stessa celebrity a rivelarlo, che dietro una perdita di peso apparentemente veloce ci debba essere per forza l'utilizzo di farmaci. Chi lavora nel mondo dello spettacolo ha spesso i mezzi economici ed il tempo per gestire il peso anche attraverso lo stile di vita, con l'aiuto di professionisti del fitness, medici e nutrizionisti dedicati ad personam, che seguono giorno per giorno il percorso, facilitando fortemente il dimagrimento rispetto alle persone comuni con risorse più limitate e meno tempo a disposizione. Magari c'è solo un repentino cambiamento dello stile vita in chi può permettersi di farlo, senza necessariamente ricorso al farmaco. Difficile dirlo a priori senza conoscere la storia clinica del vip in questione. "Non è tutto Ozempic ciò che luccica" verrebbe da dire. Ad ogni modo, ammettendo che una certa celebrità abbia fatto uso del farmaco, è giusto sapere che, se affetta da sovrappeso complicato o da obesità, aveva pienamente il diritto e l'indicazione clinica ad utilizzarlo, anche se non malata di diabete. L'obesità è infatti una patologia a tutti gli effetti, che aumenta il rischio di problemi cardio-cerebro-vascolari (ictus, infarto, ipertensione arteriosa, scompenso cardiaco…), metabolici (diabete, dislipidemia, sindrome dell’ovaio policistico…), gastro-enterologici (reflusso gastro-esofageo, steatosi epatica…), psichiatrici (ansia, depressione…), pneumologici (sindrome delle apnee ostruttive del sonno). Non ultimo, l'obesità aumenta il rischio oncologico. Le conseguenze di un trattamento con adeguata prescrizione medica sono quindi molteplici e positive. Una persona con obesità che grazie al farmaco perde peso, vedrà ridotto a lungo termine il proprio rischio di disabilità e mortalità. Già con una perdita di solo il 5% del peso iniziale migliorano la pressione e le glicemie. Se si perde fra il 5% e il 10% vanno meglio anche il colesterolo e la steatosi epatica, con inoltre prevenzione dello sviluppo del diabete di tipo 2 nei soggetti predisposti. Se la perdita di peso arriva fra il 10% e il 15% decresce il rischio di sviluppare malattie cardio-vascolari e infine se il calo di peso supera il 15% si può addirittura arrivare alla remissione del diabete di tipo 2 nei pazienti già malati e alla diminuzione della mortalità da cause cardio-vascolari, compreso lo scompenso cardiaco. Gli effetti collaterali della terapia invece sono soprattutto gastro-intestinali: sensazione di peso a livello dello stomaco, reflusso gastro-esofageo, nausea e in alcuni casi anche vomito. Si può inoltre verificare diarrea o paradossalmente in altri soggetti stipsi. Ovviamente, se tali farmaci vengono assunti da persone "sane" senza diabete e senza sovrappeso/obesità, quindi fuori scheda tecnica, i benefici clinici saranno di gran lunga inferiori ai potenziali effetti collaterali che si potranno sviluppare, a partire da quelli appena elencati.

L'Ozempic assunto da una persona non diabetica per dimagrire viene comunque prescritto da un medico?

Certamente. Anzi, deve obbligatoriamente essere prescritto da un medico dopo adeguata valutazione clinica, perché per averlo serve per forza una ricetta. Chi lo assume senza, acquistandolo online da siti non verificati o in farmacie che non richiedono la ricetta, sta commettendo un reato. Reato di cui si macchia certamente anche chi lo vende attraverso tali modalità. Semaglutide, il cui nome per il trattamento di sovrappeso/obesità non è Ozempic ma Wegovy, così come il suo "cugino" più recente Tirzepatide, il cui nome commerciale è Mounjaro, possono quindi essere prescritti tranquillamente anche per le persone con sovrappeso/obesità senza diabete, l'unica differenza è che nel diabete il costo è interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale (classe A in nota 100 – la cosiddetta "ricetta rossa"), nel sovrappeso/obesità senza diabete il costo è interamente a carico del paziente (fascia C – la cosiddetta "ricetta bianca").

Se uso farmaci antidiabetici per dimagrire velocemente, poi riprenderò altrettanto velocemente i chili persi?

Tutto dipende da quanto, nel frattempo, avrò curato anche il mio stile di vita. L'obesità è una patologia cronica e recidivante ed è bene sapere che tali farmaci agiscono ovviamente fino a che vengono assunti. Se vengono sospesi, il loro effetto sul senso di sazietà termina e il peso può ricominciare a salire. Vuol dire allora che hanno fallito? Assolutamente no. Anche i farmaci per la pressione o per il colesterolo agiscono fino a che li assumiamo; quando li sospendiamo pressione e colesterolo potranno risalire. Ciò non vuol dire che i farmaci non siano validi: semplicemente dovrebbe trasmetterci la consapevolezza che, se la patologia è cronica, allora anche il trattamento dovrebbe esserlo. Inoltre, spesso i farmaci per la perdita di peso riescono a spezzare quello che io chiamo il circolo vizioso del malessere, vale a dire una condizione in cui il paziente, già a dieta e attento all'attività fisica, può sperimentare un sentimento di frustrazione se nonostante le attenzioni allo stile di vita il peso elevato rimane in stallo, sviluppando magari l'idea di mollare con le giuste abitudini non vedendo risultati. Se il farmaco si inserisce in questo ambito e, cooperando con uno stile di vita sano senza sostituirsi ad esso, riesce a far ricominciare la perdita di peso e quindi a far ritrovare motivazione al soggetto nel continuare il percorso, sarà già di per sé un intervento di successo, a prescindere dalla durata. In conclusione quindi, per rispondere alla domanda, non è assolutamente detto che alla sospensione del farmaco riprenderò altrettanto velocemente i chili persi, a maggior ragione se nel frattempo, anche grazie al farmaco ma soprattutto grazie a personale competente (medico, nutrizionista, personal trainer, psicologo…) avrò modificato il mio stile di vita. In quel caso, pur potendo riprendere qualche chilo, difficilmente tornerò al peso pre-trattamento. Ovviamente, se sospendendo il farmaco sospenderò anche le attenzioni allo stile di vita, tutti i chili persi torneranno.

L'Ozempic si usa per i diabetici, ma anche nel trattamento dell'obesità cronica: perché il semaglutide agisce anche come dimagrante?

Verrebbe da dire che tali farmaci si usano solo nell'obesità cronica, che da definizione non è una malattia acuta nella maggioranza dei casi. Andrebbero quindi assunti a lungo termine. Poi nella realtà dei fatti per molte motivazioni, in primis quella economica, il paziente purtroppo non riesce a sostenere la terapia per molti mesi. Semaglutide, così come Tirzepatide, fa perdere peso attraverso due meccanismi principali. Il primo effetto di queste molecole è sullo stomaco: rallentano lo svuotamento gastrico e quindi tale organo si svuota lentamente e si riempie velocemente. Così facendo, ci si sente pieni prima e si tende ad interrompere precocemente il pasto, consumando meno calorie totali. È un effetto più meccanico, apparentemente banale, ma piuttosto efficace. Il secondo effetto è invece, se vogliamo, un po' più articolato: agiscono infatti a livello del sistema nervoso centrale sui centri di fame e sazietà, facendo venire meno veglia di mangiare sia ai pasti principali, sia frenando la voglia di "spizzicare" fra un pasto e l’altro. Studi recenti, inoltre, ci dicono che questi farmaci sembrano anche in grado di attenuare il food noise, cioè il rumore di fondo del cibo sperimentato da tanti pazienti, composto da pensieri intrusivi o persistenti su determinati alimenti più calorici, artefatti e appetibili (per esempio il cibo da fast food), o la preoccupazione per l'atto di mangiare, che può rendere difficile mantenere un peso sano e può portare a sovrappeso e obesità.

Nel 2023 l'AIFA aveva diramato una nota ufficiale sulla carenza del farmaco: c’è nuovamente una difficoltà a reperirlo o comunque una minore quantità di scorte, visto il dilagare del suo uso improprio?

Fortunatamente ad oggi l'emergenza è rientrata, sia grazie all'inclusione in scheda tecnica dell'utilizzo anche per l'obesità senza diabete, che ne consente una corretta prescrizione, sia grazie ai maggiori approvvigionamenti derivanti da migliorie nell'organizzazione della linea produttiva da parte delle aziende farmaceutiche che ne detengono il brevetto. Di certo il rischio di uso improprio rimane, ma è arginabile solo con una corretta informazione verso la popolazione generale e con sanzioni più aspre per chi lo prescrive, lo vende o lo acquista senza corretta indicazione medica.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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