Smog e invecchiamento della pelle, il dermatologo Di Pietro: “Non serve aggredire la pelle per pulirla”
Mattina presto, esci per andare a lavoro, prendi la metro, poi l'autobus, hai il disinfettante in borsa, ma quante volte ti sei toccata il viso durante il tragitto dopo esserti appoggiata al corrimano delle scale mobili? Come era l'aria che hai respirato quando aspettavi che il treno si fermasse? E quando hai attraversato l'incrocio al semaforo, quanto smog hai respirato? L'inquinamento ambientale è un problema sempre più significativo che non possiamo ignorare. Le app sul telefono ci indicano il livello della qualità dell'aria, gli agenti inquinanti presenti e in che percentuale. Una situazione che per forza di cose ha effetto sulla nostra salute e anche sulla nostra pelle. "La pelle è il nostro principale organo di confine con l’ambiente e risente inevitabilmente dell’inquinamento atmosferico. Particolato fine e ultrafine, ossidi di azoto, ozono, idrocarburi policiclici aromatici e altri inquinanti possono depositarsi sulla superficie cutanea e contribuire ad alterare la barriera epidermica. Questo può favorire disidratazione, irritazione, colorito più spento e una maggiore reattività della pelle" ha spiegato a Fanpage.it il professor Antonino Di Pietro, dermatologo e direttore dell'Istituto Dermoclinico di Milano Vitacutis Gruppo San Donato.
Lo smog accelera l'invecchiamento
Pelle più spenta, disidratata, imperfezioni sono gli effetti immediatamente visibili causati dallo smog e dall'inquinamento ambientale. Ma un'esposizione prolungata e costante a fattori ambientali inquinanti può avere anche altri effetti. "Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio l'invecchiamento cutaneo. Gli inquinanti possono favorire la produzione di specie reattive dell’ossigeno, i cosiddetti radicali liberi, aumentando lo stress ossidativo. Se i sistemi antiossidanti della pelle non riescono a compensarlo, possono essere coinvolti lipidi di membrana, proteine e strutture del derma". Nel 2005 l'epidemiologo Christopher Paul Wild elaborò il concetto di esposoma ovvero l'insieme di tutti i fattori ambientali che influenzano la salute e il benessere di ogni individuo. E la qualità dell'aria che respiriamo è sicuramente uno degli elementi da tenere in considerazione. "Si parla di exposome aging: cioè l’invecchiamento legato all’insieme delle esposizioni ambientali, insieme soprattutto alle radiazioni solari. Clinicamente può tradursi in perdita di luminosità, alterazioni della pigmentazione, riduzione dell’elasticità e accentuazione dei segni dell’età".
Il legame tra smog e malattie della pelle
Tutti questi agenti inquinanti possono avere degli effetti negativi non solo sull'aspetto della pelle ma anche sulla sua salute. Dermatiti atopiche, infiammazioni, acne possono peggiorare con l'esposizione a particolato e polveri sottili. "Anche se l'inquinamento non può essere considerato una causa diretta di queste malattie, può rappresentare un fattore aggravante – chiarisce Di Pietro – Esistono evidenze che associano l’esposizione agli inquinanti atmosferici a manifestazioni o riacutizzazioni di dermatite atopica e ad altre condizioni infiammatorie. Anche nell’acne l’inquinamento può contribuire attraverso stress ossidativo, infiammazione e alterazione della barriera cutanea. È però importante ricordare che acne e dermatite atopica sono patologie multifattoriali e come tali vanno affrontate".
La doppia detersione coreana
I principi della doppia detersione coreana (prima detergenti oleosi e poi sapone schiumogeno) ci tornano particolarmente utili quando si tratta di smog. "Il principio è corretto, purché non si cada nell’eccesso. La strategia più razionale è rimuovere ciò che si è depositato sulla pelle, preservare la barriera cutanea e proteggerla dagli ulteriori fattori ambientali. Ma attenzione – avverte Di Pietro – Una detersione troppo aggressiva o troppo frequente, al contrario, può danneggiare il film idrolipidico e rendere la pelle ancora più vulnerabile. Per eliminare dalla superficie cutanea particelle, residui di sebo, sudore, cosmetici e sostanze accumulate durante la giornata, consiglio detergenti delicati, adeguati al tipo di pelle, evitando prodotti eccessivamente sgrassanti. Non dobbiamo “sgrassare” la pelle: dobbiamo pulirla rispettandone la barriera".
Come proteggere la pelle dall'aria inquinata
Oltre alla detersione è importante anche una buona azione preventiva. "Più che cercare una generica crema “anti-smog”, suggerirei di concentrarsi sulla sua formulazione. Sono interessanti sostanze che aiutano a mantenere efficiente la barriera cutanea e l’idratazione, insieme ad antiossidanti. Possono quindi essere utili fospidina, fosfolipidi, glucosamina e sostanze antiossidanti come vitamina C e vitamina E, scegliendo formulazioni adatte alla propria pelle. Durante il giorno rimane inoltre fondamentale la fotoprotezione, perché radiazione solare e inquinamento possono concorrere allo stress ossidativo. La crema deve soprattutto aiutare la pelle a conservare una barriera integra e le proprie capacità naturali di difesa e rigenerazione". Ogni tanto possiamo fare dei trattamenti di pulizia più profondi ma non esiste una regola. "Non esiste una frequenza di “pulizia del viso” valida per tutti e lo smog, da solo, non è un motivo per sottoporsi periodicamente a trattamenti profondi. Una corretta detersione quotidiana è generalmente più importante. In presenza di pelle seborroica, comedoni o particolari necessità, possono essere indicati trattamenti professionali mirati, ma devono essere delicati e personalizzati. Bisogna evitare procedure troppo aggressive che irritino la cute o compromettano la barriera epidermica. Contro lo smog non bisogna aggredire la pelle per pulirla di più, ma aiutarla a difendersi meglio: detersione delicata, barriera cutanea integra, antiossidanti e fotoprotezione".