"Lʼazienda ha dichiarato 244 esuberi su 253 dipendenti totali", è questo l‘allarme lanciato dai sindacati dei lavoratori della Stefanel dopo aver ricevuto una dichiarazione da parte della dirigenza del gruppo tessile nella quale è stata avanzata l'intenzione di chiedere la cassa integrazione per i suoi dipendenti. Il provvedimento, sempre secondo guanto riferiscono fonti sindacali, riguarda non solo i circa 60 dipendenti della sede centrale ma anche il personale dei negozi della rete italiana del gruppo. Dall'azienda confermano lo stato di crisi ma smentiscono i calcoli dei sindacati ribattendo che i numeri ancora non sono stati decisi. In una nota infatti Stefanel sottolinea che "il numero degli esuberi circolato in queste ore non corrisponde al vero in quanto questo dipenderà dal piano allo studio da parte del consiglio d'amministrazione della società".

Alla base dell'allarme, secondo l'azienda  ci sarebbe un malinteso sulle comunicazioni inviate ai rappresentanti dei lavoratori. Dalla Stefanel infatti spiegano che "ai sindacati è stata comunicata la sola intenzione di chiedere una cassa integrazione per una platea di 244 unità ma a rotazione". Maggiori chiarimenti tra azienda e sindacati arriveranno nei prossimi giorni visto che è in programma un incontro tra i vertici del gruppo e i rappresentanti dei lavoratori per la formalizzazione dello stato di crisi, condizione necessaria per accedere alla Cassa integrazione straordinaria. La situazione di crisi dell'azienda del resto era nota. Pochi giorni fa Stefanel era stata ammessa dal Tribunale di Treviso ad un concordato in bianco per la durata di 120 giorni mentre l'assemblea dei soci aveva preso atto delle perdite nei primi nove mesi del 2018, pari a quasi 21 milioni di euro.