Zverev durissimo: “La Coppa Davis a Bologna è una schifezza. Ruota tutto intorno ai soldi”

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Alexander Zverev attacca duramente l’attuale format della Coppa Davis e chiede il ritorno alle sfide in casa e in trasferta.

Alexander Zverev è ovviamente ringalluzzito dal successo agli US Open che gli ha permesso di mettere in bacheca il suo secondo Slam stagionale (e della carriera). Nonostante i tanti impegni, il tedesco ha voluto difendere anche i colori della sua nazionale in Coppa Davis mettendo una firma importante sul successo della Germania sulla Croazia. In quel di Halle, in un'atmosfera molto calda, i padroni di casa si sono così guadagnati la possibilità di giocare le finals della competizione in programma a Bologna dal 24 al 29 novembre. E proprio questo è stato l'oggetto degli strali di Sascha pesantissimo con il format attuale del torneo, che non ha a suo dire niente di paragonabile rispetto a quello del passato. Un vecchio tormentone che in tanti hanno in realtà tirato fuori all'occorrenza. C'è da chiedersi però: cosa succederebbe se le partite aumentassero, così come le trasferte lunghe in questo calendario già molto lungo e fitto? Sicuramente qualcuno si lamenterebbe ancora.

Già perché Zverev che contro la Croazia ha potuto contare sul sostegno dei suoi connazionali con un tifo da stadio ovviamente non potrà certo ricevere lo stesso trattamento in campo neutro sul cemento italiano. Questo perché dal 2019 c'è una nuova Coppa Davis che prevede che la Final 8 si giochi in un'unica sede. Per il numero due del mondo il torneo attuale non ha lo spirito della vera Davis, quella del passato: "Spero che prima o poi i vertici della Coppa Davis si sveglino e vedano cos'è la vera Coppa Davis. Perché questo fine settimana è stata la vera Coppa".

Sulla scia dell'entusiasmo per le celebrazioni di Halle, Zverev è andato giù durissimo con parole che non possono far piacere agli organizzatori e ai vertici del tennis: "Quello che giochiamo a Bologna è una schifezza assoluta. Spero che si torni al vecchio formato". D'altronde anche in passato il tennista aveva definito la moderna Coppa Davis come un "torneo di esibizione". E ora si augura che qualcuno nella stanza dei bottoni abbia visto quello che è successo in Germania, ma anche altrove con l'entusiasmo del pubblico. Forse anche per questo Sascha non ha ancora sciolto i dubbi sulla partecipazione alle Finals alla luce degli impegni nel circuito.

Durissimo Zverev che si augura che non tutto "ruoti intorno al denaro, visto che la Coppa Davis è storia e non soldi". Alexander non è l'unico a pensarla così a giudicare dalle polemiche degli ultimi anni. Il cambio di format del 2019, ha segnato l'addio al formato con partite andata/ritorno in casa e fuori, con cinque match e un pubblico da 10-15 mila persone, in favore del mini-torneo su campo neutro. Per ora non si parla di cambiamenti, ma le polemiche sono tutt'altro che finite.

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