Il repertorio tecnico messo in campo da Novak Djokovic nel match dei quarti di finale del Roland Garros vinto su Matteo Berrettini non è certo una sorpresa. Quello che ha lasciato tifosi e addetti ai lavori interdetti è invece stato l'atteggiamento del serbo, che si è lasciato andare a comportamenti sopra le righe, destinati far discutere. Djokovic in particolare è sembrato sul punto di esplodere, vittima di un eccessivo nervosismo che lo ha accompagnato durante tutto il match.

Già in avvio di partita, Djokovic è apparso vittima dell'eccessiva tensione. Una situazione inusuale per un giocatore del suo calibro e soprattutto della sua esperienza. Tutto è iniziato quando, dopo un recupero considerato fortunoso, di Berrettini, Nole ha sputato sul terreno di gioco in direzione del segno lasciato dalla pallina dell'avversario (una situazione sfuggita al giudice di sedia che avrebbe dovuto sanzionarlo quantomeno con un "warning").

Poco dopo, stizzito per un commento arrivato nella tribuna alle sue spalle, il serbo si è mostrato stizzito nei confronti del pubblico. Una situazione culminata nell'esultanza rabbiosa dopo la vittoria del primo set, con pugno e urlo proprio in direzione di quello spicchio dello stadio Philippe Chatrier. Niente di paragonabile a quanto accaduto nel finale di match. Djokovic ha dovuto fare i conti con l'incitamento costante del pubblico per Berrettini. I tifosi infatti hanno spinto l'azzurro affinché prolungasse la sfida, situazione puntualmente verificatasi. Paradossalmente però, Nole è "scoppiato" quando gli spalti si sono svuotati dopo, nel 4° set, per la sospensione per il coprifuoco.

Dopo una caduta che probabilmente ha alimentato il nervosismo del campionissimo, quest'ultimo si è scatenato. Un errore sul match-point ha fatto perdere la testa a Djokovic. L'avversario di Berrettini si è lasciato andare ad uno sfogo rabbioso: prima ha simulato il lancio della racchetta sugli spalti con forza, e poi dopo aver urlato di tutto, ha preso a calci il tabellone. Anche in questo caso, Djokovic è rimasto impunito. Dopo la vittoria ecco un altro clamoroso siparietto. Un grido prolungato in direzione del suo angolo con un'espressione spiritata. Il tutto prima del saluto a Berrettini, al quale ha dedicato applausi all'uscita dal campo. Atteggiamenti non da numero uno al mondo.