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Monte-Carlo Masters di tennis

Sinner spiazzato dalla domanda sull’inno italiano a Monte-Carlo: “Normalmente si canta no?”

Jannik Sinner dopo il trionfo a Monte-Carlo in conferenza stampa ha parlato del suo feeling con l’Italia e con gli italiani rispondendo ad una domanda sull’inno cantato.
A cura di Marco Beltrami
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Jannik Sinner sa bene che la strada che porta al Roland Garros è ancora lunga, ma non può che essere estremamente felice per il trionfo di Monte Carlo e il ritorno in vetta al ranking. Subito dopo la finale vinta contro Carlos Alcaraz, l'azzurro ha cantato l'inno italiano nella cerimonia di premiazione in presenza del Principe Alberto II di Monaco mentre veniva issato il tricolore.

Sinner canta l'inno nazionale e arriva la domanda in conferenza stampa

Un momento emozionante in primis per il campione e poi anche per tutti gli sportivi italiani, orgogliosi di lui. Il fatto che Sinner abbia cantato l'inno di Mameli è tornato attuale poi in conferenza stampa quando uno dei cronisti presenti gli ha chiesto appunto se si fosse lasciato trasportare dalle note de "Il Canto degli Italiani". Un po' perplesso Sinner che dopo un'espressione del viso un po' confusa ha risposto: "Sì, l'ho cantato. L'inno normalmente si canta, no? (con un sorriso appena abbozzato, ndr)". Parole che hanno fatto sorridere più di qualcuno nella sala stampa dell'impianto di Monte Carlo.

L'amore di Jannik Sinner per l'Italia

Poi ha cercato ulteriormente di spiegare le sue emozioni e soprattutto il suo attaccamento all'Italia, ribadendo concetti già espressi in altre occasioni: "Sono contento, sai. Io ho sempre detto: essere italiano per me è molto bello perché non lo puoi scegliere, devi avere la fortuna di essere italiano. E poi, sai, sento tanto il supporto e il tifo italiano, soprattutto in questo torneo, ma anche se dovessi giocare in America lo sentirei comunque".

Sente molto dunque la responsabilità di difendere i colori dell'Italia Jannik Sinner. Un peso condiviso con orgoglio anche con gli altri colleghi azzurri, con i quali sta regalando un momento eccezionale alla storia del nostro sport: "Perché so che a casa ci sono tanti italiani e siamo veramente un bel gruppo di ragazzi che giocano a tennis. Abbiamo tantissimi giocatori fortissimi e quindi ogni settimana c'è qualcuno che fa bene. Credo che questo movimento sia bello per il tennis italiano, per il popolo italiano, e sono fiero e sono contento di dar qualcosa indietro a questa nazionalità".

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