Sinner ferma tutto dopo il forfait agli US Open: il nuovo piano per il ginocchio cambia il suo calendario
Il forfait agli US Open 2026 non comporta soltanto la rinuncia all'ultimo Slam della stagione. Per Jannik Sinner cambia adesso l'intero programma delle prossime settimane. Il numero uno del mondo non partirà per gli Stati Uniti e resterà in Europa per continuare il lavoro sul ginocchio destro, con una nuova data cerchiata sul calendario: il rientro potrebbe avvenire soltanto durante la tournée asiatica tra Pechino e Shanghai.
È la conseguenza del test effettuato negli ultimi giorni a Monte Carlo. L'altoatesino era tornato ad allenarsi in campo sperando di ottenere le risposte necessarie per volare a New York, ma insieme al team e allo staff medico ha capito che il ginocchio aveva bisogno di altro tempo. Da qui la scelta di non forzare ulteriormente e di cambiare completamente obiettivo.
Quando può tornare Sinner dopo l'infortunio al ginocchio
Il nuovo piano prevede che Sinner rimanga in Europa, proseguendo il recupero con lo staff medico e con i preparatori atletici. Niente corsa contro il tempo, dunque, e soprattutto niente tentativo di presentarsi a Flushing Meadows senza una preparazione adeguata per affrontare un torneo che può significare sette partite al meglio dei cinque set.
Le prime tappe da prendere in considerazione diventano così Pechino, al via a fine settembre, e il Masters 1000 di Shanghai di inizio ottobre. Non si tratta ancora di una data certa per il ritorno: tutto dipenderà dalle risposte del ginocchio nelle prossime settimane. Ma il forfait agli US Open concede ora a Sinner un periodo molto più lungo per recuperare senza l'assillo di dover accelerare i tempi.
Nelle ultime settimane il numero uno aveva fatto tutto il possibile per provare a salvare New York. Dopo aver rinunciato alla trasferta canadese e a Cincinnati, si era sottoposto a controlli tra Milano e il J Medical di Torino, dove ha svolto anche sedute fisioterapiche. Poi il ritorno a Monte Carlo e il tentativo di aumentare progressivamente i carichi. Proprio quest'ultimo passaggio ha però fatto capire che presentarsi agli US Open sarebbe stato un rischio non necessario.
La cautela diventa quindi la parola d'ordine. Sinner non gioca un torneo dalla vittoria di Wimbledon del 12 luglio e, qualora il ritorno avvenisse soltanto a Pechino, sarebbe rimasto lontano dalle competizioni per circa due mesi e mezzo. Un'assenza molto più lunga di quanto sembrasse inizialmente possibile.
Il resto della stagione resta comunque ricco di appuntamenti: dopo l'Asia ci saranno Vienna, Parigi e le ATP Finals di Torino, oltre al Six Kings Slam di Riyadh. Ma adesso il calendario viene dopo il ginocchio. Gli US Open erano l'obiettivo della corsa contro il tempo; fallito quello, Sinner e il suo staff hanno deciso di cambiare strategia: nessuna nuova scadenza da inseguire finché il fisico non darà garanzie sufficienti.