L’Italia ha fatto quel che doveva: vincere con la Turchia. Ora è seconda in Nations League
L'Italia ha fatto quello che doveva: battere la Turchia (3-1). Ha preso i 3 punti ed è scappata al secondo posto nel girone di Nations League, davanti al Belgio sconfitto dalla Francia (4-1). Non è stata bella come a Bursa né arrembante come a Parigi. Ma ha vinto. E tanto basta per adesso. Tra un mese sapremo a cosa possiamo ambire e ci giochiamo tutto: dentro ai quarti oppure a sgomitare tra color che sono sospese al terzo posto. Intanto, siamo certi di essere teste di serie per le qualificazioni di Euro 2028.
Quando cambi 9 calciatori succede questo: ci metti un po' di tempo a raccapezzarti in campo. E diventa più difficile trovare subito il bandolo della matassa se hai davanti anche un avversario che fa mucchio e poi prova a ripartire. Non è la stessa Nazionale vista a Bursa, nemmeno quella apprezzata a Parigi. È ordinata, s'accende a sprazzi, non decolla mai, fa un po' di fatica a trovare gli spazi, le manca (anche) il guizzo. Mancini si alza dalla panchina e fa capire a Vergara che, se affonda un po' il colpo e azzarda anche la giocata, è meglio. Gli dice: mettici un po' di tuo, perché serve brio lunga quella corsa di destra tutta napoletana. C'è Di Lorenzo da quella parte e si vede… pure perché Kayode ha un'altra vitalità. Ma in mezzo a una manovra farraginosa e a qualche insidia arriva, estemporaneo, il gol di Scamacca: palla vagante in area, gran destro e 1-0. Qualcosa cambia, gli Azzurri trovano un po' di coraggio e metri da sfruttare: sono solo le ultime scintille di un primo tempo che ha poco da annotare.
Peccato veniale. La Nazionale lo commette pensando che, tutto sommato, la Turchia non riuscirà mai a farle veramente del male. Non ci sono Yilmaz e Arda Guler, che hanno un altro spessore, ma la squadra di Montella palleggia con pazienza e capitalizza la distrazione degli Azzurri. La prima volta va bene: il tiro di Simsir è murato. La seconda no, arriva un pari che è una bestemmia. E ci sta: loro se la giocano a mente libera e con buoni movimenti, noi andiamo a strappi e con l'andatura caracollante di chi ha la pancia piena. In queste condizioni la rete del 2-1 di Calafiori (su cross di Barella) è liquorino che aiuta a digerire una serata tutt'altro che per palati fini. Gigio ci mette una mano ‘santa' e tiene la tavola dritta, compiendo un'altra grande parata. L'ultimo sorso lo regala Pio Esposito che fa 3-1 in un finale scoppiettante. Prosit! Ci si rivede a novembre: a San Siro contro la Francia e poi a Bruxelles col Belgio.