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La profezia su Sinner a Miami si sta avverando: “Tu non sei umano, hai 15 anni e giochi così”

Alla fine del match disputato 3 anni fa una frase pronunciata dal tennista kazako fu tanto iconica quanto profetica. Allora Sinner conquistava per la prima volta la semifinale di un Masters 100 oggi può vincere il trofeo e piazzarsi al 2° posto nel ranking Atp.
A cura di Maurizio De Santis
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Tre anni fa Jannik Sinner conquistò per la prima volta in carriera la semifinale di un Masters 1000. Nel 2021 a Miami suggellò la vittoria contro Aleksandr Bublik con un dritto micidiale, potente e preciso, piazzando la palla laddove l'avversario nemmeno osò arrivare. Vibrò il colpo di grazia (7-4, 6-4) con una giocata fantastica, lasciando l'avversario in fondo al campo, a capo chino, a rimuginare su quel ‘ragazzo' che lo aveva schiantato concedendo sprazzi di classe.

Quel talento che sarebbe esploso a breve (e lo avrebbe portato a trionfare in Australia, a mandare un tilt Djokovic e Medvedev) segnò profondamente il tennista kazako che uscì dal campo con un sorriso amaro. Era il torneo di Miami, le tribune erano vuote (non solo perché la vita, compresa quella sportiva, stava lentamente riprendendo dopo il ciclone Covid) e l'azzurro non aveva ancora raggiunto le vette di popolarità attuali. Jannik era ancora un giocatore ‘normale'. Almeno sulla carta, perché in partita era tutta un'altra storia.

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Una frase pronunciata da Bublik a fine incontro fu tanto iconica quanto profetica: aveva sperimentato sulla propria pelle cosa vuol dire trovarsi di fronte a un giocatore che ti sfianca, ti martella, non molla mai nemmeno quando sembra che il vento della sfida gli soffi contro, è capace di rimonte incredibili e soprattutto è forte tecnicamente. In una parola: è un campione e da tale può salutare l'Open in Florida.

"Tu non sei umano", gli sussurrò all'orecchio mentre gli stringeva la mano e si complimentava per la prestazione. Non era solo una battuta ma il riconoscimento delle grandi qualità dell'italiano che agli occhi gli appariva giovanissimo. "Hai 15 anni e giochi così", aggiunse. In realtà non fu un errore di calcolo anagrafico (Sinner era diciannovenne all'epoca) ma usò quell'espressione proprio per testimoniarne la classe e la maturità sportiva nonostante l'età.

La location è la stessa, Miami, ma da allora lo scenario s'è completamente ribaltato al punto da meritare i complimenti sinceri di Serena Williams ("vorrei avere un dritto così"), dinanzi ai quali ha provato un leggero imbarazzo, e sognare anche di strappare dalle mani di Novak lo scettro di numero uno al mondo. Una cosa alla volta… prima c'è da battere il bulgaro Dimitrov che in passato era considerato forte abbastanza da meritarsi l'etichetta di "nuovo Federer". Lo affronterà oggi nel match che gli può valere la vittoria del trofeo e il secondo posto nel ranking Atp scavalcando Alcaraz.

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