La moglie di Jarry: “A Roma sono entrati nella nostra stanza, la Polizia non mi credeva perché donna”

Nicolas Jarry è un apprezzato tennista. Due anni fa a Roma visse il momento più alto della sua carriera. Sfruttò un clamoroso e varco e si qualificò per la finale degli Internazionali d'Italia, perse contro Zverev. La prima e unica finale in un 1000 che gli valse anche il record in classifica, arrivò fino al numero 16 ATP. Ora è sprofondato. Da oltre un anno combatte con un serio problema che gli ha rovinato anche la carriera. La moglie, Maria Laura Urruticoechea, ha deciso di raccontare una storia bruttissima, che riguarda anche la loro famiglia. Tutti loro vennero minacciati di morte durante il torneo di Roma. Il racconto è da brividi.
L'apice della carriera agli Internazionali d'Italia
Il momento più bello della carriera del tennista cileno è diventato l'ultimo momento bello a livello sportivo. Jarry non è riuscito a tornare su alti livelli a causa di una neurite vestibolare, l'infiammazione del nervo vestibolare dell'orecchio che gli causa vertigini, nausea e problemi di equilibrio. Jarry sostiene che quel problema a origine da un evento traumatico accadutogli durante il torneo di Roma 2024. Il trauma sicuramente è stato importante e le motivazioni le spiega la moglie Laura Urruticoechea.

Le inquietanti minacce: "Porterò via i vostri figli in una bara"
Una storia che parte da lontano. Dal primo turno di quegli Internazionali, con la vittoria su Arnaldi. "Prima della partita di Nicolas contro un italiano ricevemmo delle minacce, che ormai sono comuni. Le ricevono tutti. Ti studiano, è spaventoso. Eravamo a Roma e ci sono arrivati messaggi orrendi: "Porterò via i vostri figli in una bara". All'inizio ho pensato che fosse "normale". Trovammo una sigaretta spenta sul letto e i cuscini spostati".

La denuncia di Laura Urruticoechea, la moglie di Jarry
Le parole diventano sempre più forti e il racconto anche polemico: "Ma poi abbiamo capito che qualcuno era entrato nella stanza dei bambini fumando una sigaretta e lasciandola spenta sul letto. Avevano messo tutto sottosopra, come a dire: "Sono stato qui". Parlammo con l'albergo e non ci hanno creduto, poi siamo andati dalla polizia, ma a Roma è tutto complicato. Non ascoltano le donne, bisogna parlare in romano, non in italiano. Non ci hanno permesso di parlare con la polizia".
La storia diventa poi ansiogena quando aggiunge: "Tornati in albergo avevano ripulito tutto cancellando ogni traccia. La paura ci ha travolti". Grazie a un amico hanno avuto udienza in un altro commissariato, ma risultati nulli. Perché non c'erano testimoni e le telecamere di sicurezze dell'albergo si erano guastate. Non hanno fatto nulla. Dopo quell'episodio Nicolas ha iniziato a soffrire di vertigini. Quelle partite contro gli italiani (Arnaldi e Napolitano ndr.) sono state stressanti. Il suo corpo è esploso". Una vicenda brutta, bruttissima, che descrive bene lo spaccato di un mondo, sin troppo spesso condizionato dalle scommesse.