Jannik Sinner guarda dieci anni avanti a sé: il lascito che sogna nel 2036 sono i valori

Jannik Sinner ha preparato le valigie per imbarcarsi sulla nave da crociera extralusso Explora III, della compagnia MSC, che oggi salpa da Genova per un giro che porterà i vacanzieri (al prezzo di 6800 euro) a spasso per il Mediterraneo, con scali tra gli altri a Marsiglia e Saint-Tropez.
Jannik Sinner in partenza per la crociera: due giorni in cui sarà possibile incontrarlo
Il numero uno al mondo del tennis non farà tutta la crociera, ma sarà presente sulla nave solo oggi e domani, liberandosi dagli impegni di sponsorizzazione – che includono anche il suo team e prevedono anche una cena di beneficienza per la fondazione a lui intitolata – a partire da domenica 25. "Insieme al mio team stiamo già preparando questa seconda parte della stagione e il ritorno sul duro", racconta prima della partenza, dopo aver passato qualche giorno a casa della sua famiglia, a Sesto in Val Pusteria, e ancor prima in vacanza con la fidanzata Laila.
Già, la stagione sul cemento: Sinner ancora non ha deciso se partecipare dal 2 agosto all'Open del Canada a Montreal (è regolarmente iscritto) e – oppure in alternativa – al successivo torneo di Cincinnati dal 13. Sono rispettivamente il sesto e il settimo appuntamento del circuito Masters 1000 di quest'anno. Jannik ha vinto i primi cinque e sulla carta è in corsa per un en plein che sarebbe più che storico: leggendario (mancherebbero poi Shanghai e Parigi).
Sinner va avanti di dieci anni: "Mi piacerebbe che la gente si ricordasse per la persona che sono"
Gloria e fama, denaro e popolarità: tutto sembra già preparato sul tappeto rosso della carriera dell'altoatesino nei prossimi anni, eppure non sono cose tangibili quelle che Sinner sogna come lascito, quando gli si chiede cosa vorrebbe che fosse la prima cosa che la gente ricorderà di lui tra dieci anni.
Jannik pigia un ideale ‘fast farward' e vola al 2036, quando avrà 34 anni. Sicuramente avrà vinto tanto, ma avrà seminato ancora di più dal punto di vista umano, questo è quello che spera: "Oltre ai risultati ottenuti in campo, mi piacerebbe che la gente si ricordasse di me per il tipo di persona che sono e per i valori che mi hanno trasmesso i miei genitori – risponde al ‘Secolo XIX' – Mi considero molto fortunato ad avere i genitori che ho. Mi hanno sempre aiutato e sostenuto, senza mai mettermi pressione".
I genitori di Jannik, punti di riferimento mai persi: papà Hanspeter e mamma Siglinde
Del resto per Jannik i genitori – papà Hanspeter e mamma Siglinde – sono stati sempre la stella polare, spesso citati come esempio concreto di quei valori che lo ispirano in campo e fuori. "Sono una persona molto semplice, l'umiltà credo che sia molto importante perché vengo da una famiglia normalissima, da un paesino con duemila persone – aveva raccontato un paio di anni fa – Il mio punto di riferimento è sempre stato, e lo è ancora, il mio papà, perché lavorava tantissimo".

"Andava via il mattino e tornava dopo di me a casa – aveva ricordato Sinner – Però arrivava ed era sempre felice di essere con la famiglia o di giocare a tennis con me, nonostante dopo 10 ore di lavoro capisco che puoi non avere voglia. Ma lo faceva per amore. Per me è sempre stato il mio riferimento. Mia mamma uguale. Tornava a casa e doveva mettere a posto gli appartamenti (nell'albergo che gestiva, ndr) e poi casa nostra. C'era tanto amore ma non ti accorgevi mai che per loro era stata una brutta giornata, li vedevi sempre felici".
Quel sorriso, quella positività, quel modo pulito di stare al mondo, che Jannik cerca di portare in giro, ovunque vada, assieme alla sacca delle sue racchette. E poi c'è il Sinner agonista, tremendo competitore, che ha ridotto il circuito – in assenza di Alcaraz – a una sua corte di vassallaggio. Dopo aver messo in bacheca Wimbledon, l'altoatesino domina la classifica ATP con 13450 punti. Dietro di lui c'è un abisso in fondo al quale c'è il pur ringalluzzito Zverev, secondo a quasi 5000 punti di distacco. Valori sì, ma anche pallate rifilate agli avversari.