Il tennis ha un problema con i ripescati: due ritiri fanno emergere una falla regolamentare

Nell'ultimo turno delle qualificazioni dei tornei ATP di Washington e Los Cabos è successo qualcosa di identico, qualcosa che ha alimentato sospetti e fatto nascere delle polemiche, oltre che critiche profonde per la regola che riguarda i lucky loser. Protagonisti di questa storia l'australiano Bernard Tomic e l'americano Zacary Svajda.
Svajda si ritira a Washington nelle qualificazioni, ma viene ripescato
Il caso dell'americano Zacary Svajda è senz'altro clamoroso, capire il perché delle polemiche è semplice. Svajda nel secondo e ultimo turno delle qualificazioni sfida Cruz Hewitt, figlio di Lleyton, ex numero 1 del tennis. 6-1 5-3 per l'americano, che all'improvviso ha un crollo, serve per il match, perde il servizio, arriva al tie-break, lo perde, la partita va al terzo set che si gioca per appena due game, li vince l'australiano che poco dopo celebra la vittoria e la qualificazione, al primo ATP 500 della carriera.
Svajda si ritira ufficialmente per un colpo di calore, ma la certezza di giocare il torneo ce l'aveva già. Perché prima di scendere in campo Svajda ha saputo che Quinn aveva dato forfait per un infortunio, così vincere o perdere era quasi la stessa cosa. Ne ha beneficiato il giovane Hewitt, vincitore per ritiro già nel primo turno delle qualificazioni.
Tomic non scende proprio in campo a Los Cabos ma da ripescato entra in tabellone
L'americano che si è ritirato nelle qualificazioni ma da ripescato entra nel tabellone principale, un bel colpo di fortuna, si dirà, giustamente, che se aveva un problema fisico risolvibile, come un colpo di calore, dal suo punto di vista correttamente prosegue, però c'è un problema di opportunità. Un tennista si ritira alla domenica e il giorno dopo può giocare.
La stessa cosa è accaduta, all'ennesima potenza, a Los Cabos dopo Bernard Tomic non è nemmeno sceso in campo contro l'americano Tristan Boyer. Non ha giocato perché sapeva che si sarebbe qualificato come lucky loser e così è entrato in tabellone, insieme a Boyer. Certamente non è la prima volta che accadono situazioni del genere, i tennisti vogliono risparmiare energie, entrambi non hanno violato il regolamento, ma le regole però offrono spazio a chi vuole applicarle anche in modo furtivo.