27 Novembre 2020
10:16

Feliciano Lopez a Fanpage.it: “Sinner è già un campione, può diventare il numero 1”

Nell’intervista rilasciata a Fanpage.it Feliciano Lopez ha parlato dei suoi trionfi in Coppa Davis, in particolare di quello del 2019, stagione in cui è cambiato il format di questa manifestazione, ma anche del suo amico Rafa Nadal e di Jannik Sinner, il presente e il futuro del tennis italiano: “Per me può vincere anche i tornei dello Slam”.
A cura di Alessio Morra

Feliciano Lopez il suo posto nella storia del tennis se l’è preso. Lo spagnolo, che è uno dei protagonisti del documentario di Rakuten TV Break Point: A Davis Cup Story, dal Roland Garros del 2003 non ha mancato nemmeno una prova dello Slam, è il giocatore che ha disputato più tornei del Grande Slam consecutivi, ben 74. Lopez è anche un grande uomo Davis, ne ha vinte quattro con la Spagna, ha trionfato sia con la storica che con la nuova formula. Il mancino spagnolo, che ha già pensato al suo futuro perché è il con-direttore del torneo ‘1000’ di Madrid, a 39 anni lo spagnolo si appresta a giocare la ventesima stagione da professionista. Quando lui iniziava nel 2001 nasceva Jannik Sinner, il nuovo fenomeno del tennis italiano, che sogna di vincere uno Slam e di entrare nella top five.

Negli ultimi cinquant’anni solo il leggendario John McEnroe ha vinto più volte la Coppa Davis rispetto a te. Voi tennisti siete abituati a giocare per voi stessi sempre tranne quando c’è una competizione a squadre. Cosa cambia quando si gioca per la nazionale?
“La Coppa Davis è un buon amico per me, è qualcosa di cui ho bisogno. É bella perché non giochi solo per te stesso, ma lo fai per i compagni di squadra, per il capitano; ed è bello perché vivi la squadra, il gruppo, si è tutti assieme durante la settimana. C’è un bel lavoro di gruppo. Giocare per la propria nazione poi è speciale, quando si inizia a praticare uno sport si sogna sempre di giocare per la nazionale, io ci sono riuscito e sono felice. Perché questa competizione è speciale ed è un onore giocare per la Spagna”.

Con la Spagna hai vinto anche la prima edizione della Coppa Davis con la nuova formula. E l'edizione 2019 è diventa anche un documentario di Rakuten TV Break Point: A Davis Cup Story, uscito il 26 novembre:
“L’ultima edizione è stata molto speciale per tanti motivi. Abbiamo vissuto una situazione difficile in squadra con la morte del papà di Roberto Bautista, ed è stato molto triste. Poi Roberto è tornato ed è sceso in campo anche in finale. Io ho giocato alcune delle partite più difficili e importanti della mia carriera”.

Nel 2019 è stata disputata la Coppa Davis con il nuovo format, che ha rivoluzionato la manifestazione e l’ha resa molto più simile a un Mondiale di calcio con ventiquattro squadre divise in sei gironi e poi la fase a eliminazione diretta.
“Il nuovo format è molto positivo per tutto il tennis. La Coppa Davis aveva bisogno di una nuova struttura, c’era bisogno di cambiamenti. Giocare al meglio dei tre set, rispetto al meglio dei cinque, è molto positivo. Questa manifestazione aveva bisogno di novità; e non dico questo solo perché abbiamo vinto l’edizione dello scorso anno”.

Dopo il successo di Sofia e i quarti al Roland Garros in Italia è scoppiata la Sinner mania. Tu cosa pensi di Jannik Sinner? Ha la possibilità un giorno di diventare il numero 1 del mondo?
"Penso che Jannik sia già un grande giocatore, è già pronto, non è il futuro del tennis perché è il presente. Lui ha già la possibilità di battere i migliori giocatori del mondo (lo ha fatto al Roland Garros, ndr.). Non so se potrà diventare il numero 1, il numero 3 o il numero 5 del mondo. Prevederlo è troppo difficile. Perché ci sono anche tanti altri giocatori di livello, tanti ragazzi nati negli anni ’90 che sono cresciuti. Ma Sinner ha un grande potenziale e può vincere dei tornei del Grande Slam".

Non ti chiedo chi è il miglior giocatore di tutti i tempi né il migliore di questa generazione tra Nadal, Djokovic e Federer. Però a te che lo conosci bene chiedo tre aggettivi per descrivere Rafa Nadal?
"Difficile rispondere a questa domanda. Sicuramente posso dire che è un ragazzo umile, è forte sia fisicamente che mentalmente. E come terzo aggettivo dico resiliente, e ha dimostrato di essere un uomo che non si arrende mai".

Tu oltre a essere un tennista professionista sei anche direttore del torneo 1000 di Madrid. Vivi una realtà unica e lavori a stretto contatto con una leggenda come Manolo Santana:
"Stare a stretto contatto con Manolo (vincitore di Wimbledon, Roland Garros e US Open negli anni ’60, ndr.) è speciale. Lo conosco da tanti anni, mi ha aiutato a crescere, mi ha dato l’opportunità di giocare l’edizione del 2002, mi diede una wild card e giocai con Agassi, ero giovanissimo e giocai una partita memorabile, la ricordo ancora".

Il torneo di Madrid si disputerà nel 2021?
"Purtroppo quest’anno non si è giocato, l’edizione 2020 è stata cancellata. Stiamo lavorando per far sì che il torneo si disputi a maggio. Per noi è stata dura non giocare. Ora l’importante è mettere in piedi la prossima edizione, con la speranza che i problemi relativi alla pandemia siano finiti e si possa mettere in piedi il torneo nelle migliori condizioni possibili".

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