Cobolli rimonta Comesana agli US Open: “Il cambio in bagno ha funzionato. Non dimenticate che sono pazzo”
Si è inginocchiato sollevando le braccia al cielo, in stile Rocky, Flavio Cobolli dopo aver finalizzato il match point contro Comesana. 5 set e 4 ore di battaglia agli US Open per il tennista italiano (3-6, 2-6, 6-3, 6-4, 6-4) che ha trovato la forza di risollevarsi dopo i primi due set molto complicati che non lasciavano presagire nulla di buono. E invece il "guerriero" ha ritrovato il suo piglio iniziando la sua rimonta fino a portare a casa un successo che fa molto morale. Emozionato il numero 6 del mondo e anche molto provato per le energie fisiche e mentali investite nel confronto.
Già, perché Flavio ha ammesso di non essere sceso in campo con l'energia giusta al cospetto di un avversario che invece è sembrato in stato di grazia. Proprio per questo, dopo il primo set perso, ha provato a fare qualcosa per dare una svolta al confronto. Spesso basta poco per trovare la scintilla e infatti Cobolli è tornato negli spogliatoi cedendo anche un po' alla scaramanzia: "Dopo essere andato sotto di un set, sono andato in bagno e ho cambiato tutto perché magari, mentalmente, pensavo che quello che indossavo portasse sfortuna. Quindi ho cambiato tutti i vestiti con cui avevo iniziato la partita e ha funzionato. Nel tennis non è mai finita e bisogna lottare fino all’ultimo punto".
A proposito di situazioni particolari, non è sfuggita nemmeno la routine con le palline per il giocatore italiano che, in caso di ace o vincente, ha voluto giocare il punto successivo con la stessa pallina. Anche qui c'era in ballo un fattore scaramantico? Non proprio per il romano, che ha chiarito: "Voglio semplicemente la stessa pallina. Non penso che ci sia niente di scorretto o di particolare, però non so, aiuta la mia mente a pensare di poter giocare il punto successivo bene come quello precedente. Quindi continuo a fare così".
Al di là di tutto, però, è senza dubbio il carattere mostrato da Flavio Cobolli ancora una volta il fattore che si è rivelato decisivo per il match. Il suo modo di giocare, "divertente, dinamico ed elettrico", è quello più gradito al pubblico degli US Open. E Cobolli ricorda al suo interlocutore anche un'altra delle sue speciali qualità: "Hai dimenticato la cosa più importante: sono anche pazzo! È davvero divertente giocare su questo campo. Ho sempre sognato di giocare su palcoscenici del genere, partite di questo tipo. Quindi ogni volta che ho la possibilità di giocare su questo campo metto sempre il cuore in campo. Io sono fatto così. Sono un guerriero e oggi lo hanno visto tutti".
Una pazzia sana che gli ha permesso di non arrendersi nemmeno quando, sotto nel punteggio, stava fronteggiando un avversario che sembrava davvero in trance agonistica. Alla fine però tutto è cambiato, per un Cobolli per il quale è sempre vietato mollare.