Berrettini rivela le minacce degli scommettitori al Roland Garros: “Se non perdi uccidiamo la tua famiglia”

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Matteo Berrettini racconta agli US Open le minacce ricevute dalla sua famiglia durante il Roland Garros: i messaggi erano arrivati sul telefono del fratello Jacopo da persone legate alle scommesse. “Abbiamo segnalato tutto all’ATP”.

Matteo Berrettini aveva appena battuto Stan Wawrinka agli US Open (all'ultima partita della carriera in uno Slam), ma in conferenza stampa il tennis è improvvisamente passato in secondo piano. Una domanda sulla presenza di un nuovo sponsor legato alle scommesse nel torneo di New York ha riportato l'italiano a quanto accaduto pochi mesi prima al Roland Garros, quando qualcuno arrivò a minacciare la sua famiglia per condizionare il risultato di una partita.

I messaggi non erano arrivati direttamente a Matteo, ma sul telefono del fratello Jacopo Berrettini. Il contenuto raccontato dal tennista romano è inquietante: dopo una sua vittoria, qualcuno scrisse sostanzialmente che Matteo fosse talmente scarso che, se Jacopo non gli avesse detto di perdere, avrebbero ucciso la famiglia. Una minaccia immediatamente segnalata all'ATP, alla quale furono forniti anche i numeri utilizzati per inviare i messaggi.

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Le minacce a Berrettini al Roland Garros e la denuncia all'ATP

"Ci minacciavano", ha raccontato Berrettini senza girarci intorno. L'episodio risale al Roland Garros 2026, torneo nel quale l'azzurro si spinse fino ai quarti di finale prima di ritirarsi contro Matteo Arnaldi. È proprio durante quella cavalcata parigina che il fratello Jacopo ricevette i messaggi degli scommettitori.

Il tennista romano ha quindi riportato il senso della minaccia più pesante ricevuta in quei giorni: "Se non gli dici di perdere, uccideremo la tua famiglia". È questo il passaggio che dà la misura di quanto il rapporto tra tennis e scommesse possa degenerare quando il risultato di una partita viene vissuto da qualcuno come una questione personale. L'azzurro ha spiegato che lui e il suo entourage segnalarono tutto all'ATP, mettendo a disposizione anche i recapiti utilizzati dagli autori delle minacce.

Ma è soprattutto la riflessione successiva a dare la dimensione del problema: "Noi abbiamo trent'anni, siamo adulti", ha osservato, chiedendosi quale effetto possano avere messaggi simili su tennisti e tenniste molto più giovani.

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Berrettini e il problema degli scommettitori nel tennis

Quello raccontato dall'italiano non è infatti un episodio isolato. Berrettini ricorda di avere visto situazioni particolarmente pesanti già nei tornei Challenger, con persone a bordo campo capaci di disturbare i giocatori per questioni evidentemente estranee al tennis. E i numeri spiegano perché il fenomeno non possa più essere liquidato come semplice maleducazione sui social: nel 2025 gli scommettitori sono risultati responsabili del 59% degli abusi online classificati come più gravi contro i protagonisti del tennis professionistico.

Berrettini non chiede però di cancellare le scommesse dal circuito e riconosce che rappresentano ormai anche una componente economica importante dello sport. La linea che traccia è un'altra: proteggere chi scende in campo. Per questo propone una struttura più forte, persino un organismo specifico capace di intervenire. Perché tra perdere una scommessa e minacciare di morte la famiglia di un giocatore il confine non è sottile: semplicemente, non dovrebbe essere possibile oltrepassarlo.

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