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Olimpiadi Invernali 2026

Come sono andati gli allenamenti cronometrati di Federica Brignone a un mese dalle Olimpiadi

Col grave infortunio ormai alle spalle, Federica Brignone si è allenata sulle piste di casa a dicembre. I tempi non sono stati resi pubblici, ma Paolo De Chiesa ha saputo com’è andata: “È qualcosa di impressionante”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Federica Brignone ha annunciato venerdì sui propri social che "è ora di tornare con le ragazze", ovvero di allenarsi in gruppo con le altre sciatrici azzurre di Coppa del Mondo. Un risultato già di per sé eccezionale per un'atleta di 35 anni reduce da un infortunio devastante lo scorso aprile, che aveva addirittura fatto temere per la sua capacità di poter anche solo tornare su un paio di sci per diletto. E invece no, la ‘La Tigre di La Salle' ha stretto i denti, sofferto le pene dell'inferno, messo le paure in un angolo e accelerato al massimo i tempi della riabilitazione e poi della ripresa sugli sci. E adesso che manca solo un mese all'inizio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, di cui Federica sarà una dei quattro portabandiera alla cerimonia inaugurale, la due volte vincitrice delle Coppa generale (unica italiana nella storia a esserci riuscita) è pronta a fare l'ultimo passo, dopo aver sciato negli scorsi giorni in allenamenti singoli, con tempi che Paolo De Chiesa ha svelato "parlar chiaro".

Paolo De Chiesa svela com'è andata Federica Brignone in allenamento: "È qualcosa di impressionante"

La Brignone sotto Natale si è allenata per cinque giorni prima a Courmayeur e poi a Valgrisenche. I riscontri del cronometro evidentemente sono stati sbalorditivi. I tempi non sono stati resi pubblici, ma ci ha pensato Paolo De Chiesa, ex slalomista della Valanga azzurra e oggi apprezzato giornalista, a dare più di una speranza che la presenza di Federica ai Giochi possa trasformarsi in un miracolo sportivo, parola che in questo caso sarebbe più che mai spesa bene.

Federica Brignone si è allenata in gigante da sola a dicembre, qua è a Sun Valley a marzo
Federica Brignone si è allenata in gigante da sola a dicembre, qua è a Sun Valley a marzo

"Al di là di quello che farà o non farà in gara, il suo recupero è già straordinario – ha scritto De Chiesa nella sua rubrica su OA Sport – Tornare a sciare forte, sul duro e sul segnato, dopo un infortunio di quella gravità, è qualcosa di impressionante. I tempi in allenamento parlano chiaro, ma soprattutto parla la qualità del gesto. Da qui alle Olimpiadi può succedere di tutto, ma quello che sta facendo oggi è assolutamente eccezionale".

A un mese dai Giochi di Milano Cortina, la ‘Tigre di La Salle' ha già recuperato da un infortunio stronca-carriera

Parole non casuali, non si tratta di ipotesi ma di certezze. I tempi degli allenamenti cronometrati sono "dati sensibili" che non vengono mai pubblicati ufficialmente dalle federazioni. Restano nelle mani degli allenatori per analizzare i parziali e confrontare la forma degli atleti tra loro. Ovviamente De Chiesa, essendo un veterano dell'ambiente sciistico italiano e una colonna storica di Rai Sport, ha un accesso privilegiato: se una persona seria come il 69enne di Saluzzo usa quelle parole, è chiaro che sa bene come sono andati quegli allenamenti e come Federica si è disimpegnata in maniera stupefacente tra le porte del gigante. Ovvero con la classe e la rabbia di chi è in missione verso un sogno e chiede al suo corpo di assecondare il suo cuore.

La Brignone disperata subito dopo il suo infortunio lo scorso 3 aprile
La Brignone disperata subito dopo il suo infortunio lo scorso 3 aprile

Frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, insieme alla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro: questa fu la terribile diagnosi che a inizio aprile sembrò mettere la parola fine non solo alle possibilità olimpiche della Brignone ma forse alla sua stessa carriera. Oggi, a distanza di nove mesi, la Tigre è pronta a ruggire di nuovo.

E noi non possiamo non citare (lo facciamo almeno una volta all'anno, stavolta ce la giochiamo subito) la frase detta da Rudy Tomjanovich appena dopo la vittoria dei suoi Houston Rockets nel campionato NBA 1994/95. Fu il secondo successo di fila dei texani, il ripetersi di un'impresa cui nessuno credeva, e invece la squadra di Olajuwon e Drexler distrusse gli Orlando Magic di Shaq 4-0 in finale, facendo dire al loro allenatore davanti al mondo: "C'era gente che non credeva in noi, ho una cosa da dire a queste persone: non sottovalutate mai il cuore di un campione". Le avversarie di Fede sono avvisate…

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