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Red Bull copia la genialata Ferrari: sulla RB22 di Verstappen a Silverstone spunta un’ala “macarena”

Nel filming day di Silverstone la Red Bull RB22 di Max Verstappen ha mostrato una soluzione ispirata all’ala “Macarena” Ferrari. L’obiettivo è lo stesso: ridurre il drag sui rettilinei. Ma tra la versione di Milton Keynes e quella della SF-26 c’è una differenza evidente.
A cura di Michele Mazzeo
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La Red Bull ha provato a Silverstone una propria versione dell'ala "Macarena" Ferrari. Le immagini trapelate dal filming day della RB22 guidata da Max Verstappen, andato in scena durante la lunga pausa del Mondiale di Formula 1 2026 causata dall'annullamento dei GP di Arabia Saudita e Bahrain, hanno mostrato un'ala posteriore diversa, pensata per ottenere lo stesso effetto cercato a Maranello: ridurre la resistenza all'avanzamento sui rettilinei e aumentare la velocità massima.

Il tema è quello che ha fatto discutere il paddock fin dai test di Sakhir. La Ferrari SF-26 aveva sorpreso tutti con un flap posteriore capace di ruotare in modo molto più estremo rispetto al vecchio DRS. Una soluzione ribattezzata "Macarena", diventata subito uno degli elementi tecnici più riconoscibili della nuova F1. Ora anche la Red Bull sembra aver seguito quella direzione. Ma non copiandola davvero fino in fondo.

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La Red Bull prova a Silverstone la sua ala "Macarena"

Il test di Silverstone doveva restare lontano dagli occhi del pubblico. In teoria era un normale filming day, una delle giornate promozionali consentite dal regolamento, con chilometraggio limitato e gomme dedicate. In pratica è diventato un test tecnico prezioso, soprattutto per una Red Bull arrivata alla lunga pausa primaverile con più dubbi che certezze.

La RB22 vista nelle prime gare non ha dato le risposte attese. Il pacchetto introdotto a Suzuka non ha risolto i problemi di bilanciamento, Verstappen ha continuato a lottare con una macchina difficile da mettere nella finestra giusta e a Milton Keynes la pressione su Pierre Waché è aumentata. La versione portata a Silverstone, non a caso, sembrava una RB22 "B": pance riviste, interventi nella zona dell'halo, modifiche all'anteriore e, appunto, una nuova ala posteriore.

Quest'ultima ha inevitabilmente catalizzato la maggior parte delle attenzioni. Red Bull ha infatti lavorato su un flap capace di ruotare per ridurre il drag nei tratti veloci. In altre parole, lo scopo è lo stesso della soluzione della Ferrari: scaricare l'auto sul dritto senza perdere troppo carico quando serve stabilità in curva.

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La differenza con Ferrari: il piloncino centrale resta

Per quanto il principio e lo scopo coincidano, le due soluzioni differiscono però tra loro. La differenza più evidente è nel modo in cui il movimento viene gestito. Sulla Ferrari, l'idea più raffinata è l'integrazione del meccanismo nelle paratie laterali dell'ala, con l'eliminazione del classico elemento centrale. La soluzione appare più pulita e più estrema, anche perché il flap compie una rotazione molto ampia.

Sulla Red Bull, invece, dalle immagini sembra rimanere un supporto centrale, usato anche come attuatore del movimento. È una scelta meno radicale e più visibile. Può semplificare alcune parti del progetto, ma porta con sé anche interrogativi: peso, resistenza strutturale, forza necessaria per riportare il flap nella posizione corretta e stabilità quando sull'ala si scaricano carichi elevati.

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Miami diventa il primo vero banco di prova

E adesso sarà la pista a decidere quale soluzione porterà più benefici. La Ferrari ha appena validato a Monza il pacchetto per Miami, compresa l'ultima evoluzione dell'ala "Macarena", dopo averla già provata in Cina e poi accantonata per problemi di stabilità. La Red Bull ha fatto lo stesso a Silverstone, provando a recuperare terreno prima della ripartenza del Mondiale.

A Miami, inoltre, il weekend Sprint lascerà pochissimo tempo per capire se gli aggiornamenti funzionano davvero. Proprio per questo la FIA ha esteso le FP1 da 60 a 90 minuti, dopo la pausa forzata e le modifiche regolamentari sulla gestione dell'energia. Sarà mezz'ora in più, ma non abbastanza per permettersi di sbagliare strada e fare poi marcia indietro.

Red Bull, che ha l'urgenza di una squadra che non vuole restare indietro, stavolta, ha guardato con attenzione a Maranello. La Ferrari ha avuto l'intuizione. La scuderia austriaca l'ha copiata per poi farla sua. Ora non ci resta altro da capire se non quale delle due ali "Macarena" funzionerà davvero quando conterà.

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