Ralf Schumacher distrugge Hamilton: “Si atteggia a capo della Ferrari. Parla come Al Capone, fa minacce”

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L’ex pilota di F1 mette ancora una volta nel suo mirino Lewis Hamilton e utilizza stavolta un’espressione molto forte. Ralf Schumacher ha paragonato Hamilton nientemeno che ad Al Capone.

Si può dire che Ralf Schumacher non abbia nelle sue grazie Lewis Hamilton. L'ex pilota di F1, fratello d'arte, non lesina mai critiche al sette volte campione del mondo. In questa stagione, visti i risultati, di critiche non gliene ha rifilate troppe, ma dopo aver ascoltato le parole dell'inglese, arrabbiato e molto per la bagarre con Leclerc, ha usato parole durissime verso Lewis che ha addirittura paragonato ad Al Capone, gangster e prototipo del capo mafia anti litteram del secolo scorso.

"Lewis sembra parlare come Al Capone!"

Tra la gara del Messico e quella del Brasile, Ralf Schumacher al podcast Backstage Boxengasse ha commentato il titolo di Antonelli e il fattaccio tra Hamilton e Leclerc e riferendosi al pilota inglese ha usato epiteti davvero pesanti, che non faranno piacere a Hamilton, qualora li sentisse. In poche parole, il tedesco lo ha paragonato ad Al Capone: "Il punto è che dopo lo scontro in pista tra Hamilton e Leclerc, Lewis ha chiesto una penalità per il proprio compagno di squadra via radio, questo è inaccettabile. Poi sembra parli come Al Capone e minaccia dicendo: ‘abbiamo grossi, grossi problemi', a mio avviso è solo il cane che porta a spasso il suo padrone".

Queste parole già sarebbero bastate, ma l'altro Schumacher ha voluto essere ulteriormente chiaro, senza paragonarlo ancora a un boss malavitoso però: "Hamilton si sta mettendo al di sopra del marchio Ferrari, si comporta più da team principal che da pilota".

Le parole di Ralf Schumacher sono estremamente sprezzanti, dure è dire poco, perché anche lui è stato pilota, e ai suoi tempi ha avuto modo di battagliare in questo modo con un osso duro come Juan Pablo Montoya, e anche i loro duelli non furono tenerissimi. In più il paragone eccessivo con Al Capone. Insomma, un intervento duro e deciso ci sta, così anche meno, perché il raffronto con un capo mafia è quantomeno inopportuno.

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Lewis e Charles in lotta nelle primissime fasi del GP Messico.

"Hamilton deve chiedersi realmente cosa vuole davvero"

Il tedesco è andato giù duro chiedendo a Vasseur di intervenire e anche in modo forte per placare i due piloti, che ha definito entrambi molto testardi, aggiungendo che la Ferrari avrebbe dovuto vincere in Messico e che i due piloti si sono rovinati la gara a vicenda. Ma poi ha ripreso a criticare il sette volte campione del mondo, stesso numero del fratello Michael: "Deve chiedersi cosa vuole veramente. Si ha la sensazione che tutto ruoti attorno a lui".

In Messico si è avuto l'ennesimo capitolo del dualismo tra i due piloti della Ferrari, con Leclerc che forzando eccessivamente la mano in curva 4 ha rovinato la sua gara e quella di Hamilton fornendo sul piatto d'argento un assist spettacolare a un implacabile Verstappen. Sia durante che dopo la gara, prima con dei team radio, poi parlando con la stampa Hamilton ha tirato delle bordate verso il pilota monegasco, che non ha risposto, anche se in tanti hanno definito sbagliata la sua manovra, incluso l'ex team principal Maurizio Arrivabene che a Leclerc lo ha promosso in Ferrari e non gli ha fatto mai mancare il suo sostegno.

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