Perché la gomma della Ducati di Marc Marquez è esplosa improvvisamente durante il GP Thailandia di MotoGP

Nel GP della Thailandia che ha aperto il mondiale della MotoGP 2026 la gara di Marc Marquez finisce nel modo più beffardo: ritiro a pochi giri dalla bandiera a scacchi, proprio mentre il campione del mondo in carica stava difendendo un quarto posto e teneva nel mirino un podio che, su una domenica complicata per Ducati, sarebbe valso oro. Al 22° giro dei 26 previsti, sul Chang International Circuit di Buriram, la sua Desmosedici GP26 si "siede" sul posteriore: la gomma perde pressione, la traiettoria diventa ingestibile e il #93 è costretto ad alzare bandiera bianca e dover assistere al dominio di Bezzecchi e dell'Aprilia.
Nel dopogara il nove volte campione del mondo attribuisce l'episodio a un impatto sul cordolo, spiegando così la dinamica ai microfoni di Sky: "Secondo me la gomma è esplosa sul cordolo. Mi è partito il posteriore alla curva sì, ma secondo me era normale, ero entrato forte. Ho visto che mi partiva dietro e allora mi sono detto di andare sulla parte più sicura, ovvero fuori dalla pista e rientrare, anche se perdevo tempo. Solitamente il problema è quando rientri in pista, perché questo tipo di cose succedono là e invece è accaduto andando fuori, non so perché. Secondo me è stato il cordolo che ha fatto esplodere tutto. La fortuna è che non sono caduto".

Il punto chiave, però, è ciò che succede dopo quel passaggio "fuori linea": la ricostruzione tecnica coincide tra gomma e ruota. Piero Taramasso, responsabile Michelin per la MotoGP, ai microfoni di Canal+ collega in modo diretto cordolo e danno: "La foratura avviene sul cordolo, è quello che ci dice Marc. L'unico errore che commette è andare largo e colpire il cordolo: il cerchione si deforma, l'aria esce e la gomma si sgonfia. Peccato, perché in quel momento è il più veloce in pista". In altre parole: non è la gomma “che esplode da sola”, ma una perdita di tenuta causata dal cerchione deformato dopo un impatto troppo duro.
Una versione che trova sponda anche dentro Ducati. Davide Tardozzi su Sky Sport entra nel dettaglio del punto d'urto: "È salito sul cordolo e a un certo punto c'è uno ‘spigolo' dove si raccordano la parte che scende verso il basso, quella che va verso l'esterno e quella che sale. Lui è sceso lì e ha ammaccato il cerchio, ha dato un colpo al cerchio e chiaramente la gomma ha perso pressione". Il sospetto, nato a caldo, di una "gomma fallata" si sposta così su una causa più concreta: un contatto anomalo con un cordolo particolarmente aggressivo, capace di rovinare la ruota e innescare lo sgonfiamento.

C'è poi un contesto che rende l'episodio meno isolato di quanto sembri. Taramasso parla di un problema ricorrente nel weekend thailandese: "Abbiamo questo problema per tutto il fine settimana. Molte ruote tornano deformate perché fa molto caldo, le gomme sono morbide e i cordoli sono molto aggressivi. Anche ieri c'è una perdita di pressione all'anteriore di Martin per lo stesso motivo". Caldo, asfalto e cordoli: una combinazione che alza il rischio di danni alla ruota quando si "taglia" troppo oltre il limite.
Il risultato è pesante anche in classifica: Marquez lascia Buriram con 9 punti e un distacco che si allunga già alla prima gara. E con una certezza amara: stavolta non è stata una questione di passo puro, ma di un dettaglio (un colpo sul cordolo e un cerchio ammaccato) capace di mandare in frantumi un pomeriggio che, nonostante le difficoltà Ducati, poteva finire sul podio.