Nico Rosberg voleva diventare manager di Kimi Antonelli: “Ci ha provato, ma Toto Wolff sapeva come gestire la cosa”
Nico Rosberg avrebbe voluto diventare il manager di Kimi Antonelli quando il nuovo campione del mondo di Formula 1 correva ancora nei kart. L'ex pilota Mercedes, iridato nel 2016, non si era limitato ad accogliere il talento italiano nella sua Academy, ma aveva provato a proporsi anche per gestirne personalmente la carriera. A raccontarlo in esclusiva a Fanpage.it è Dino Chiesa, l'uomo che ha seguito entrambi negli anni del karting e che assistette direttamente a quel tentativo. Nel suo racconto compare anche Toto Wolff, che già allora seguiva da vicino il percorso del giovane bolognese.
Il retroscena riemerge all'indomani del GP del Messico, dove Antonelli, a vent'anni, è diventato il più giovane campione del mondo della storia della Formula 1, riportando il titolo piloti in Italia dopo 73 anni. Lo ha fatto proprio con quella Mercedes con cui Rosberg aveva conquistato il suo unico Mondiale dieci anni prima.

Nico Rosberg voleva fare il manager di Antonelli: il racconto di Dino Chiesa
Per capire la vicenda bisogna tornare al 2018. Dopo il ritiro dalla Formula 1, Rosberg aveva fondato una propria Academy per giovani piloti insieme a Dino Chiesa, che già lo aveva seguito nel karting quando correva insieme a Lewis Hamilton.
Alla fine di quell'anno, dopo il passaggio dalla Mini alla OK-Junior, anche Antonelli entrò nella Rosberg Racing Academy. Era già nell'orbita Mercedes e il progetto gli permetteva di proseguire la crescita sotto la guida di Chiesa, utilizzando i materiali Kart Republic.
Rosberg, però, aveva immaginato per sé anche un altro ruolo. Alla domanda sul suo coinvolgimento personale nella carriera di Antonelli, Chiesa ha raccontato a Fanpage.it: "Un po' all'inizio, perché avevamo fatto quel team con Rosberg, che ci dava anche una mano economica. E lui, logicamente, voleva fargli anche da manager. Aveva provato a dire: ‘Dai, lo faccio io'. Ma poi, insomma, penso che Toto sapesse bene come gestire la situazione".
È questo il passaggio inedito: Rosberg non voleva soltanto sostenere Antonelli attraverso la propria squadra di karting. Secondo Chiesa, aveva provato anche a proporsi come manager del ragazzo.
La testimonianza non chiarisce se la proposta fosse arrivata a una trattativa formale né se Wolff sia intervenuto direttamente per fermarla. Chiesa, infatti, esprime una propria valutazione sul ruolo del responsabile Mercedes, senza parlare di un veto esplicito.

Rosberg aveva già riconosciuto il talento di Kimi: "Si vedeva che era il numero uno"
Il rapporto tra Rosberg e Antonelli era cominciato prima che il giovane italiano diventasse uno dei nomi più promettenti del motorsport internazionale. L'ex campione del mondo lo aveva seguito durante alcune competizioni di karting e aveva chiesto informazioni proprio a Chiesa prima del suo ingresso nel programma. "Nico è venuto a vederlo e si vedeva che era il numero uno. Non c'era niente da scoprire, lo sapevamo già", ha proseguito il responsabile di Kart Republic.
Poi ha ricordato una conversazione avuta con Rosberg quando Antonelli era ancora giovanissimo: "Lui mi aveva chiesto, prima che Kimi entrasse nel programma, che tipo di ragazzino fosse. Gli ho detto: ‘Guarda che quando vieni a vederlo te ne accorgi'. E infatti, dopo siamo tutti bravi, sai?".
La convinzione sulle qualità di Antonelli, dunque, era condivisa già allora. Rosberg conosceva bene il lavoro di Chiesa, che lo aveva aiutato a crescere insieme a Hamilton, e aveva riconosciuto nel giovane italiano un talento fuori dal comune.
A gestire il percorso sportivo di Kimi verso la Formula 1 è stata poi la Mercedes di Toto Wolff, che ha continuato a investire sulla sua crescita fino alla decisione di promuoverlo direttamente nel team ufficiale a diciotto anni, nel 2025.
Un anno dopo, Antonelli è diventato campione del mondo. E tra gli uomini che avevano riconosciuto il suo talento molto prima dell'arrivo in Formula 1 c'era anche Nico Rosberg, che, stando alla testimonianza di Chiesa, aveva immaginato di accompagnarlo fino ai vertici del motorsport in una veste diversa da quella di semplice responsabile della sua Academy.