Il Tas di Losanna ha rinviato la decisione sulla squalifica per doping di Andrea Iannone. Il Tribunale Arbitrale per lo Sport ha fatto sapere che solo a metà novembre emetterà la propria sentenza sul caso del pilota italiano della MotoGP squalificato dopo esser stato fermato il nel dicembre 2019 perché trovato positivo al drostanolone ad un controllo antidoping in occasione del GP di Malesia. Il 31enne alfiere dell'Aprilia dunque attendere ancora per sapere se e quando potrà tornare a correre (ma sicuramente non in questo Mondiale di MotoGP che terminerà il 22 novembre).

La squalifica per doping di 18 mesi

Nel controllo effettuato durante la gara di Sepang dello scorso 3 novembre nelle urine del pilota abruzzese erano state trovate tracce di drostanolone, sostanza classificata sotto la sezione 1.1.a del regolamento come steroide anabolizzante androgeno di provenienza esogena (AAS). Dopo esser stato sospeso cautelativamente dalla FIM, in primo grado l'alfiere dell'Aprilia era stato squalificato per 18 mesi (con scadenza 16 giugno 2021) sebbene la Federazione nel dispositivo avesse confermato che la presenza della sostanza dopante, il drostanolone, fosse dovuta a una contaminazione alimentare, cioè a della carne mangiata dal pilota italiano alla vigilia del Gran Premio della Malesia dello scorso novembre. Da qui il ricorso dell'abruzzese che si è appellato al Tas.

L'appello al Tas mentre la WADA chiede l'inasprimento della squalifica

Dopo tale ricorso al Tribunale Arbitrario dello Sport da parte di Andrea Iannone per chiedere la sospensione della pena, l’Agenzia mondiale anti-doping (WADA) aveva a sua volta presentato un nuovo ricorso chiedendo al contrario l’inasprimento della squalifica da estendere per loro fino a 4 anni. Anche questo è oggetto della riunione del Tas che dovrà decidere anche se accettare o respingere la richiesta della WADA.  L’udienza di giovedì è stata divisa in tre fasi: la mattina il dibattimento nel quale ci si è concentrati sulla carne contaminata, nel pomeriggio sull’esame del capello del pilota (che secondo la difesa esclude un uso prolungato della sostanza), mentre poi si è passati all’esame ad Andrea Iannone interpellato dalle parti. Gli arbitri si sono poi riuniti in camera di consiglio per emettere la sentenza sui ricorsi del pilota e della Wada in merito alla squalifica di 18 mesi comminata in primo grado, decidendo poi di prendersi ulteriore tempo per decidere.

La decisione entro metà novembre 2020

Questa la nota emessa dal Tribunale Arbitrario per lo Sport: "L'udienza presso la Corte di Arbitrato per lo Sport (CAS) avente in oggetto il ricorso per le procedure arbitrali depositate dal pilota italiano della MotoGP Andrea Iannone e dall'Agenzia Mondiale Anti-Doping (WADA) si è svolta il 15 ottobre 2020. Il collegio arbitrale delibererà e finalizzerà il lodo arbitrale contenente la propria decisione. Si prevede che sarà notificato entro metà novembre 2020 e sarà annunciato sul sito web del TAS. Il procedimento riguarda la decisione presa dalla Fédération Internationale de Motocyclisme (FIM) Decisione della Corte Disciplinare Internazionale del 31 marzo 2020 (la decisione impugnata) in cui è stato accertato che Andrea Iannone ha commesso una violazione del regolamento antidoping e gli è stato imposto un periodo di 18 mesi di ineleggibilità. Andrea Iannone chiede l'annullamento della decisione impugnata, mentre la WADA chiede che la decisione impugnata sia sostituita da una nuova decisione che imponga un periodo di quattro anni di squalifica al pilota".