Montoya chiede una punizione esemplare per Verstappen alla Formula 1: “Fermatelo almeno per una gara”

Juan Pablo Montoya non arretra di un centimetro. Dopo aver già criticato Max Verstappen per i suoi attacchi pubblici al nuovo regolamento tecnico della Formula 1 2026, l'ex pilota colombiano ha alzato ulteriormente il livello dello scontro dopo il GP di Miami: secondo lui la FIA e la FOM dovrebbero intervenire con una punizione esemplare, fino a mettere il pilota della Red Bull nelle condizioni di saltare una gara.
Il tema è quello che accompagna la F1 dall'inizio della stagione: le nuove monoposto, molto più legate alla gestione dell'energia elettrica e ai sistemi di boost, hanno cambiato il modo di correre. Il quattro volte campione del mondo è stato il volto più esposto della protesta. Ha definito questa Formula 1 "Formula E sotto steroidi" e ha paragonato alcune dinamiche di gara a "Mario Kart", per il peso assunto dal boost nei sorpassi e nella gestione del giro.

A Miami sono arrivate le prime correzioni regolamentari, pensate per rendere le qualifiche e la gara meno artificiali. Verstappen le ha definite un passo nella direzione giusta, ma non sufficiente a cancellare i suoi dubbi. Ed è proprio questa insistenza ad aver irritato Montoya, intervenuto nel podcast Chequered Flag della BBC.
"Bisogna rispettare lo sport – ha detto Montoya –. Non ho problemi se non ti piacciono i regolamenti, ma per come parli di ciò che ti permette di vivere e del tuo sport, ci devono essere delle conseguenze". Il colombiano non contesta il diritto dei piloti a esprimere un'opinione, ma il modo in cui certe critiche finiscono per delegittimare il prodotto Formula 1.
Da qui la proposta durissima: "Fermatelo. Dategli sette o otto punti di penalità sulla patente. E qualunque cosa faccia dopo, verrà fermato almeno per una gara. Vi garantisco che tutti i messaggi sarebbero diversi". Il riferimento è al sistema dei punti sulla superlicenza: arrivando a quota 12, un pilota viene automaticamente fermato per un Gran Premio.

L'ex Williams e McLaren ha poi precisato il confine della sua posizione: "Non sto dicendo: ‘Non dite che non vi piacciono i regolamenti', perché se non vi piacciono, avete tutto il diritto di esprimere la vostra opinione". Ma subito dopo ha aggiunto il punto centrale del suo ragionamento: "Va bene esprimere la propria opinione. Non dico di non farlo, ma non venite a paragonare una macchina di Formula 1 con Mario Kart".
A difendere Verstappen, però, è stato Damon Hill. L'ex campione del mondo ha ricordato che i piloti sono sempre stati anche personaggi scomodi, capaci di rendere più interessante la F1 proprio perché non addomesticabili. Secondo l'inglese, ai tifosi piace ascoltare piloti schietti, anche quando le loro parole mettono in difficoltà il sistema.
La frattura resta evidente. Da una parte c'è Verstappen, che continua a considerare la F1 2026 troppo distante dall'idea tradizionale di gara. Dall'altra Montoya, convinto che la libertà di critica non possa trasformarsi in un attacco frontale allo sport che garantisce visibilità, carriera e stipendi ai suoi protagonisti. Una posizione dura, destinata a far discutere. Ne è conscio lo stesso colombiano che ha chiosato il suo intervento con un eloquente: "Non mi farò nessun amico".