Miller chiude il GP d’Austria della MotoGP con tempi peggiori delle Harley Baggers: “È imbarazzante”

Immagine
Jack Miller ha terminato il GP d’Austria con una Yamaha ormai senza grip al posteriore. Negli ultimi due giri i suoi tempi sono stati peggiori di quelli fatti segnare dalle Harley-Davidson Baggers sullo stesso circuito: “È imbarazzante”.

Jack Miller ha concluso il GP d'Austria della MotoGP 2026in una situazione che rende bene l'idea delle difficoltà vissute dalla Yamaha al Red Bull Ring. Negli ultimi due giri l'australiano ha portato la sua M1 al traguardo con tempi di 1:38.929 e 1:40.225. Sullo stesso circuito, poche ore prima, una Harley-Davidson Bagger aveva girato in gara in 1:38.689.

Il confronto è impietoso perché parliamo di due mezzi nati per categorie completamente diverse. Le Baggers utilizzate nel nuovo mondiale Harley-Davidson sono moto da oltre 200 cavalli, derivate dalla piattaforma Touring del marchio americano e profondamente preparate per le corse, ma restano enormemente più pesanti e meno sofisticate di una MotoGP.

Immagine

Miller se ne è reso conto mentre era ancora in pista. Dopo aver fatto segnare un 1:30.939 al terzo giro, il suo ritmo ha iniziato a precipitare. Dal 13° passaggio la gomma posteriore pattinava perfino sul rettilineo e il pilota Pramac ha progressivamente ridotto la potenza passando a mappe motore sempre meno aggressive. A sette giri dalla fine, nella zona centrale dello pneumatico il battistrada era ormai completamente consumato.

Perché Miller è diventato più lento delle Harley Baggers

La situazione era ormai tale che Miller non poteva aprire normalmente il gas neppure sul dritto. Doveva inoltre entrare in curva con cautela per evitare che il posteriore scivolasse improvvisamente. Il tempo sul giro è salito prima sopra l'1'33", poi 1'34", 1'35" e 1'36", fino agli ultimi due passaggi sopra il riferimento fatto segnare dalle Baggers.

"Fare 1'38" è imbarazzante, sono tempi da Bagger", ha ammesso il 31enne di Townsville dopo la gara. Nonostante questo, non ha mai pensato di rientrare ai box, ha infatti spiegato di non essere il tipo di pilota che parcheggia la moto prima della bandiera a scacchi e ha portato a termine il GP al 21° e ultimo posto.

Immagine

Il problema non riguarda però soltanto il consumo dello pneumatico. Miller ha difatti spiegato che la Yamaha fatica a trasferire progressivamente la potenza al posteriore: quando la gomma comincia a pattinare, la M1 non riesce più a recuperare aderenza e il degrado accelera. La carcassa Michelin più rigida utilizzata in Austria ha amplificato una difficoltà che l'australiano aveva già sperimentato in Thailandia.

E infatti le altre Yamaha non sono andate meglio: Quartararo 17°, Rins 19°, Razgatlioglu 20° e Miller 21°, con quattro M1 nelle ultime cinque posizioni. A Motegi tornerà la carcassa standard, mentre quella utilizzata al Red Bull Ring ricomparirà a Mandalika. Per Miller sarà un altro banco di prova per capire se Yamaha riuscirà almeno ad evitare l'umiliazione di una MotoGP che giri con i tempi delle Baggers.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views