I piloti MotoGP si riuniscono di nascosto e votano contro il GP del Qatar. E la F1 aspetta: Imola è pronta
Una riunione segreta a Phillip Island, un voto contrario alla trasferta in Qatar e la possibilità di rivolgersi agli avvocati. I piloti della MotoGP hanno deciso di muoversi autonomamente contro i rischi legati al Gran Premio in programma a Losail nel weekend dell'8 novembre, che gli organizzatori vogliono disputare nonostante le tensioni in Medio Oriente. Almeno due terzi dei piloti che hanno partecipato all'incontro si sono espressi contro la disputa del GP.
Una situazione questa seguita con grande interesse anche dalla Formula 1 che sta aspettando proprio il weekend della MotoGP in Qatar per valutare il da farsi con il proprio Gran Premio, previsto tre settimane dopo. Sullo sfondo rimane l'alternativa "pronta all'uso" di Imola.

La riunione segreta dei piloti MotoGP contro il Qatar: cosa hanno deciso e quali garanzie chiedono
L'incontro tra i piloti della MotoGP si è svolto giovedì 22 ottobre a Phillip Island, dove il Motomondiale è di scena per il GP d'Australia, e si è tenuto lontano da occhi indiscreti, in particolar modo quelli dei rappresentanti dell'organizzazione. Qui hanno discusso della sicurezza della trasferta a Losail, già rinviata da aprile a novembre a causa del conflitto in Medio Oriente.
Almeno due terzi dei presenti hanno votato contro lo svolgimento del GP del Qatar. Un voto senza alcun valore vincolante, ma che ha aperto un confronto diretto tra loro e i vertici della MotoGP. I piloti, durante la Safety Commission del venerdì, hanno chiesto al responsabile Carlos Ezpeleta garanzie scritte riguardo ad un piano di evacuazione per l'intero paddock, alla copertura delle spese in caso di chiusura dello spazio aereo e alla previsione di una soluzione d'emergenza per il rimpatrio qualora la situazione militare nell'area precipitasse.
Le posizioni tra i protagonisti della MotoGP non sono però unanimi. Marc Marquez e altri colleghi hanno manifestato forti perplessità sulla trasferta, mentre Jorge Martin, parlando con la stampa a Phillip Island, ha espresso fiducia nelle valutazioni che verranno fatte dagli organizzatori.
La riunione australiana ha riaperto anche la questione della rappresentanza dei piloti. Bagnaia e Bastianini, parlando con i media, hanno infatti evidenziato la necessità di un organismo indipendente che possa tutelarli, sul modello dell'associazione dei piloti di Formula 1 (la GPDA). E tra le soluzioni ipotizzate c'è anche quella di affidarsi a una rappresentanza legale comune per contestare eventuali decisioni degli organizzatori che li obblighino a correre.
Al momento il GP del Qatar rimane confermato. Gli organizzatori ritengono difatti di avere garanzie sufficienti dalle autorità qatariote, ma i piloti vogliono sapere cosa accadrebbe concretamente se la situazione dovesse peggiorare mentre squadre, personale e materiali si trovano già nel Paese.

Anche la Formula 1 aspetta la MotoGP in Qatar: Liberty Media osserva, Imola resta pronta
La vicenda potrebbe avere conseguenze anche sulla Formula 1 (che, come la MotoGP, fa capo allo stesso proprietario, ossia Liberty Media) . Da quanto appreso da Fanpage.it, il Circus sta osservando con particolare attenzione quanto accadrà durante il weekend MotoGP del 6-8 novembre a Losail, considerandolo un passaggio importante per le valutazioni sul proprio GP del Qatar, previsto dal 27 al 29 novembre.
Ad oggi la posizione ufficiale della Formula 1 rimane quella di disputare regolarmente sia l'appuntamento qatariota sia il successivo GP di Abu Dhabi del 6 dicembre come da calendario originario. Ma, date le tensioni nell'area geografica, la situazione continua a essere monitorata con grande attenzione. E, ovviamente, l'esperienza del paddock MotoGP, che raggiungerà lo stesso circuito tre settimane prima, rappresenterà un elemento concreto da valutare nonché un vero e proprio banco di prova.
Il circuito di Imola (che ha bisogno di poche settimane di preavviso per mettere su un intero Gran Premio F1) rimane pronto come possibile soluzione alternativa qualora fosse necessario modificare il finale del calendario.
Il prossimo passaggio decisivo sarà dunque a Losail, dove la MotoGP dovrebbe correre l'8 novembre. Lì si capirà se le garanzie richieste dai piloti saranno sufficienti per affrontare la trasferta. E anche la Formula 1, che sullo stesso circuito dovrebbe arrivare appena tre settimane dopo, avrà qualche elemento in più per decidere come chiudere il proprio Mondiale.