Come ha fatto Di Giannantonio ad arrivare 8° a Mandalika con la gomma bucata: “Mai vista una cosa del genere”

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Fabio Di Giannantonio ottavo a Mandalika nonostante la gomma anteriore destra compromessa.
Il pilota del Team VR46 ha chiuso 8° nel GP di MotoGP in Indonesia: “Siamo stati fortunati a non farci del male”. Lo pneumatico anteriore destro s’è crepato in gara.

Fabio Di Giannantonio è stato bravo e fortunato a Mandalika. Il Gran Premio di MotoGp in Indonesia poteva finire molto male per il pilota del Team VR46, che è riuscito a chiudere in ottava posizione nonostante una moto difficile da controllare anche per una gomma anteriore ampiamente compromessa, crepata all'improvviso, a causa un buco di 15-20 centimetri sulla spalla destra. Il pezzo di pneumatico che s'è staccato in gara è stata una delle insidie, la peggiore, a cui è riuscito è rimediare. "Quando sono rientrato ai box – ha ammesso dopo la gara – mi hanno detto che non hanno mai visto una cosa del genere. Mi è andata bene perché sono riuscito a restare in piedi e a finire la corsa". Non è una giustificazione né una frase fatta ma la descrizione tecnica più realistica, fatta a caldo dal centauro Ducati.

E non stava certo esagerando, a giudicare dalla dinamica raccontata. Buona partenza, primi giri di adattamento dopo le modifiche alla moto che danno sensazioni tutto sommato positive, il ritmo gara che appare incoraggiante. "Ero dietro Marc Marquez e Pedro Acosta con facilità", e decide di spingere ma alla curva 10 il bloccaggio improvviso sull'anteriore ha cambiato completamente l'inerzia della sua corsa. E lo ha costretto a una prospettiva diversa: riuscire a portare a termine il GP, possibilmente senza rischiare incidenti e incolumità personale, oltre a mettere a repentaglio anche quella degli altri driver. "Da lì la moto ha iniziato a saltare e a vibrare come mai prima. Forse si è staccato un pezzo di gomma, non lo so".

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Da quel momento la gara del romano smette di essere competizione e assomiglia a un esercizio di sopravvivenza a velocità elevate. "Non puoi piegare, usi il ginocchio per non cadere, fai tutte le curve in sotto sterzo, la vibrazione ti fa male alle braccia". Se l'è cavata nel migliore dei modi nonostante quel cedimento strutturale pericoloso: "Siamo stati fortunati a non farci del male, perché una situazione del genere non era adatta per finire la gara".

L'ottava posizione è un ottimo risultato, il classico bicchiere mezzo che è giusto guardare esaltando la qualità del pilota italiano. Poi c'è la parte mezza vuota ed è quella più amara, che rende più beffardo l'esito del GP dopo il risultato ottenuto al sabato. Sprint da podio, terzo posto, nonostante un contatto molto discutibile alla prima curva con Marc Marquez che gli aveva addirittura inserito la prima marcia e aveva causato un effetto a catena per le cadute di Marco Bezzecchi e Raul Fernandez.

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