Leclerc vede Hamilton guidare la Ferrari meglio di lui, ma decide di non copiarlo: trova la svolta
Per Charles Leclerc c'è stato un momento della Formula 1 2026 in cui dall'altra parte del box Ferrari c'era già una soluzione. Il monegasco saliva in macchina senza più trovare quelle sensazioni che gli permettono di guidare in maniera naturale, mentre Lewis Hamilton riusciva a far funzionare la SF-26. Il 28enne di Monte Carlo poteva guardare i dati del compagno e provare a seguirne la strada, e invece ha deciso di fare esattamente il contrario.
Il periodo peggiore arriva tra Montreal, Monaco e Barcellona. Leclerc, ospite di Tom Clarkson nel podcast ufficiale della Formula 1 "Beyond The Grid", ha raccontato di essere arrivato a un punto in cui il piazzamento finale contava quasi meno delle sensazioni al volante: a preoccuparlo era soprattutto il fatto di non riuscire a capire fino in fondo come avrebbe reagito la vettura. In quelle settimane Hamilton era invece in grande forma e il suo modo di guidare si adattava meglio alla monoposto, cosa questa che lo ha portato a trovare il suo primo successo in rosso al Montmelò.
Perché Leclerc ha deciso di non copiare lo stile di Hamilton
Leclerc si trovava quindi davanti ad un bivio. Cambiare il proprio stile di guida cercando di avvicinarlo a quello del compagno di squadra, oppure continuare a lavorare sull'assetto finché la SF-26 non fosse tornata a rispondere nel modo che gli serviva.
Seppur più complicata, ha scelto la seconda via. Anche perché osservare la telemetria del sette volte campione F1 non significa poter replicare ciò che fa in pista. Leclerc infatti considera Hamilton il migliore al mondo nel proprio particolare stile di guida e riteneva molto difficile riprodurlo senza perdere naturalezza. Già dopo le qualifiche di Silverstone aveva spiegato di aver pensato all'imitazione, prima di scegliere di "trovare una strada attorno alla macchina".
La svolta arriva proprio in Gran Bretagna. Venerdì sera Leclerc torna sui dati della Ferrari e individua alcuni elementi che non gli tornano. Il sabato modifica la direzione dell'assetto seguendo le proprie sensazioni: il feeling cambia immediatamente. In qualifica è secondo, davanti a Hamilton di 172 millesimi. Il giorno dopo prende la testa della gara e conquista la vittoria che interrompe un lungo digiuno durato quasi 21 mesi.
Da Silverstone in poi anche i numeri cambiano. Nelle sei gare successive Leclerc raccoglie 88 punti, terzo bottino del periodo dietro soltanto a Kimi Antonelli e Lando Norris, nonostante lo zero provocato dall'incidente di Monza. Hamilton nello stesso arco ne conquista 66. Il monegasco non ha imparato a guidare come il compagno: ha trovato il modo di far tornare la Ferrari verso il proprio stile, recuperando quella prevedibilità che gli permette di anticipare il comportamento della macchina invece di doverlo correggere curva dopo curva.