Quanto accaduto a Fabio Quartararo nei giri finali del GP della Catalogna di MotoGP sta diventando sempre più un caso. I tre giri del circuito del Montmelò percorsi dal pilota della Yamaha con la tuta aperta e senza le adeguate protezioni per il petto fanno ancora discutere. Da un lato c'è chi, come il due volte iridato Casey Stoner, ha subito definito troppo pericoloso il comportamento del francese e pertanto considerato troppo leggera la sanzione inflittagli dalla direzione di gara (3 secondi di penalità sul tempo finale). Dall'altro chi, come il cinque volte campione del mondo Jorge Lorenzo, crede che invece non andava per nulla penalizzato.

La tuta di Quartararo del GP Catalogna funzionava perfettamente

Intanto l'Alpinestars, la casa italiana che fornisce il materiale da gara a Quartararo, ha pubblicato le analisi sul funzionamento della tuta utilizzata dal pilota francese durante il GP della Catalogna che infine è risultata essere perfettamente funzionante: “Il team ha rilevato che la tuta era in condizioni di normale funzionamento, con tutte le cerniere e le chiusure perfettamente funzionanti. Inoltre, tutti i componenti della tuta, compreso il sistema airbag Tech-Air, erano intatti e perfettamente funzionanti – si legge infatti sul profilo Twitter dell'azienda italiana produttrice di attrezzi tecnici di sicurezza per moto e auto da corsa –. Questa è solo una prima valutazione, che sarà ulteriormente approfondita una volta che la tuta sarà nel laboratorio Alpinestars presso la sede di Alpinestars, per condurre tutti i test e le analisi per capire meglio la causa di ciò che è successo Il Tech-Air Airbag System – ha infine concluso – non si è aperto durante la gara, ha funzionato come previsto, non essendoci una situazione di crash".

La marcia indietro di Quartararo sulla tuta aperta: "Meritavo la bandiera nera"

Ma già prima della pubblicazione dell'esito delle prime analisi di Alpinestars sul funzionamento della tuta era arrivata la marcia indietro dello stesso Fabio Quartararo che, a caldo, aveva affermato che quanto fatto in pista a Barcellona non era pericoloso e dunque non meritevole di una sanzione più pesante rispetto a quella ricevuta. A mente fredda, il giorno dopo, al termine dei test della MotoGP sul circuito del Montmelo, è tornato sui suoi passi ammettendo che avrebbe meritato la bandiera nera (l'esclusione immediata dalla corsa): "È difficile ammetterlo, ma guardando indietro è vero, ero da bandiera nera – ha detto infatti Quartararo ai microfoni di Sky Sport –. Mi sono messo in pericolo e considerando anche quanto avvenuto la settimana scorsa (il terribile incidente in Moto3 del Mugello che ha causato la morte del pilota 19enne Jason Dupasquier, ndr) sarebbe stata giusta la bandiera nera".