video suggerito
video suggerito

La Red Bull rivolta il team F1, arriva anche Andrea Landi: l’ex Ferrari promosso da Faenza a Milton Keynes

Dopo le iniziali difficoltà nella F1 2026, la Red Bull ha annunciato una serie di cambiamenti nella propria struttura tecnica tra cui l’arrivo dell’italiano ex Ferrari Andrea Landi.
A cura di Michele Mazzeo
0 CONDIVISIONI
Immagine

La Red Bull ha deciso di muoversi subito. Dopo un avvio di Mondiale di Formula 1 2026 che ha già acceso più di un campanello d'allarme, il team di Milton Keynes ha annunciato una ristrutturazione della propria area tecnica con l'obiettivo dichiarato di rafforzare integrazione, prestazione e capacità di sviluppo. Il cambiamento più evidente riguarda la promozione interna di Ben Waterhouse a Chief Performance and Design Engineer, con responsabilità trasversale su Design e Vehicle Performance e riporto diretto al direttore tecnico Pierre Waché. Ma nella stessa operazione c'è anche un nome italiano che merita attenzione: Andrea Landi, scelto come nuovo Head of Performance a partire dal 1° luglio 2026.

Nella nota ufficiale diffusa tramite i propri canali ufficiali, Red Bull ha spiegato che questa evoluzione organizzativa serve a "rafforzare l'integrazione" tra le aree tecniche e ad "accelerare lo sviluppo di soluzioni competitive e ad alte prestazioni". In altre parole, il messaggio è chiaro: davanti alle prime difficoltà emerse con il nuovo corso regolamentare della F1 2026, a Milton Keynes hanno deciso di intervenire subito sulla catena tecnica, ridisegnando pesi e responsabilità all'interno del reparto corse.

È in questo quadro che va letto l'arrivo di Andrea Landi, tecnico italiano con un curriculum molto più consistente di quanto il suo nome, meno esposto mediaticamente rispetto ad altri uomini di vertice del paddock, possa far pensare. Red Bull lo ha presentato ricordando i suoi precedenti incarichi come Deputy Head of Vehicle Performance in Ferrari e Deputy Technical Director in Racing Bulls. Due etichette che, da sole, bastano a spiegare perché sia stato scelto per un ruolo delicato come quello di responsabile della performance.

La carriera dell'ingegnere toscano in Formula 1 parte infatti da molto più lontano, e soprattutto da ruoli ben più operativi. Parte difatti dalla Toro Rosso nel 2009, quando lavorava come Data Engineer di Jaime Alguersuari. In occasione del GP di Singapore di quell'anno sostituì temporaneamente l'ingegnere di pista titolare del pilota spagnolo. L'anno dopo il salto è già compiuto. Nel 2010 Landi diventa ufficialmente Race Engineer di Jaime Alguersuari, cioè l'uomo che traduce dati, sensazioni del pilota, assetto e strategia in un linguaggio comune tra abitacolo e muretto. È uno dei ruoli più delicati in assoluto in Formula 1, perché mette insieme competenza tecnica, capacità di lettura del pilota e velocità decisionale.

Il rapporto con Alguersuari prosegue anche nel 2011, prima di un nuovo cambio di prospettiva. Nel 2012, infatti, resta in Toro Rosso ma affianca Jean-Eric Vergne, sempre come ingegnere di pista. È una fase importante della sua carriera, perché lo consolida come figura da pista vera, cresciuta dentro un ambiente in cui il margine di errore è ridottissimo e in cui l'ingegnere non si limita a leggere i numeri, ma deve trasformarli in prestazione immediata. In quegli anni inoltra incrocia la propria strada con Laurent Makies, oggi team principal della Red Bull.

Immagine

Dopo quella prima esperienza in Formula 1 arriva un passaggio nell'automobilismo turismo, altra tappa decisiva della sua formazione: nel DTM con BMW Team MTEK, dove ha lavorato come race engineer con piloti del calibro di Marco Wittmann e Antonio Felix da Costa. Un contesto diverso dalla F1, ma comunque molto formativo sul piano dello sviluppo vettura e della gestione della performance in pista.

Il ritorno nel Circus avviene poi con la Ferrari, dove Landi cresce fino a diventare Head of Vehicle Dynamics. È il passaggio che completa la sua trasformazione: non più soltanto uomo di pista, ma tecnico con visione complessiva della vettura.

L'ulteriore avanzamento arriva nel 2025, quando il 48enne di Piombino lascia Maranello per tornare a Faenza, stavolta nella nuova veste di Deputy Technical Director Car Design della Racing Bulls: Landi prende in mano la parte di design della vettura, mentre Guillaume Cattelani copre l'area car performance sotto il coordinamento del Chief Technical Officer Tim Goss. È un passaggio chiave, perché certifica il suo ingresso a pieno titolo nella stanza dei bottoni.

Immagine

Ora il nuovo salto: da Faenza a Milton Keynes, dalla squadra satellite al team principale. Dal 1° luglio 2026 l'ingegnere italiano classe 1977 sarà il nuovo Head of Performance della Red Bull e risponderà direttamente a Waterhouse. Non è una nomina marginale né di contorno. In una fase in cui il team sta cercando di rimettere ordine nella propria struttura tecnica per reagire a un inizio di stagione complicato, affidare la performance a un tecnico con il suo percorso significa puntare su una figura con esperienza sia di pista sia di progettazione, sia di sviluppo sia di gestione.

È anche per questo che la storia di Andrea Landi merita attenzione. Perché racconta una delle traiettorie più classiche e allo stesso tempo più solide dell'ingegneria da Formula 1: data engineer, poi race engineer, quindi uomo della vehicle dynamics, poi vice direttore tecnico e ora responsabile della performance in una top team. Una crescita costruita lontana dalle luci dei riflettori, ma dentro reparti dove la credibilità si misura sui risultati e sulla capacità di incidere davvero sulla macchina. Red Bull, oggi, ha deciso di affidarsi anche a questo.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views