Kimi Antonelli nell’ufficio di Toto Wolff in Messico: “Mi ha raccontato una storia su Gianni Agnelli e Lapo Elkann”
Kimi Antonelli è andato nell'ufficio di Toto Wolff alla vigilia della gara del GP del Messico, quando mancava ormai pochissimo alla conquista del suo primo Mondiale di Formula 1. Era preoccupato, e così il team principal della Mercedes gli ha raccontato una storia che gli aveva confidato Lapo Elkann sul nonno Gianni Agnelli.
Un episodio che ha colpito particolarmente il pilota italiano, tanto che ha rivelato di considerare quel consiglio la cosa più bella che Wolff gli abbia detto durante quel weekend divenuto storico per lui e per il motorsport italiano. "Non voglio vincere un Mondiale e poi sparire", ha infatti spiegato il 20enne bolognese dopo essere diventato il più giovane campione del mondo nella storia della F1.

La storia su Gianni Agnelli che Toto Wolff ha raccontato ad Antonelli
A rivelare il contenuto di quella conversazione è stato lo stesso Antonelli, parlando con i giornalisti italiani dopo il titolo conquistato a Città del Messico. Wolff gli ha riferito una riflessione che Lapo Elkann gli aveva fatto tempo prima a proposito del nonno Gianni Agnelli: l'Avvocato "era riuscito a rimanere una figura rilevante per tutta la vita, e Toto mi ha detto che è una grande cosa da tenere a mente".
Il manager austriaco ha preso spunto da quelle parole per parlare del futuro del suo pilota. Voleva fargli capire che conquistare il Mondiale a vent'anni non significa aver già raggiunto tutto quello che può ottenere nella sua carriera. L'obiettivo, secondo Wolff, deve essere quello di continuare a crescere e rimanere un protagonista della Formula 1 per molti anni.
Un discorso che Antonelli ha fatto proprio: "Io da pilota voglio lasciare il segno – ha spiegato –. Voglio poter fare qualcosa che verrà ricordato anche quando mi sarò ritirato". È una prospettiva che, nelle sue intenzioni, dovrà spingerlo a migliorare anche dopo aver raggiunto il traguardo inseguito fin da bambino.

Perché Wolff ha parlato ad Antonelli dei campioni del mondo ormai dimenticati
Il significato di quel racconto emerge anche dalle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Toto Wolff dopo il GP del Messico. Il team principal ha difatti ricordato che nella storia della Formula 1 ci sono stati campioni del mondo che, terminata la carriera, hanno progressivamente perso la notorietà conquistata in pista. Alcuni oggi non vengono nemmeno fermati dai tifosi per chiedere un selfie.
È proprio quello che l'austriaco vorrebbe evitare ad Antonelli. Il manager della Mercedes è convinto che Kimi possa correre ancora per altri 25 anni e ha spiegato di volerlo accompagnare in un percorso di crescita che gli permetta di restare competitivo nel tempo, senza essere ricordato soltanto per un Mondiale vinto giovanissimo: "Insieme dobbiamo cercare di fare in modo che tu rimanga un protagonista per tutta la vita" è infatti la frase con cui ha concluso il suo discorso in quell'ufficio nel paddock di Città del Messico rivolto al suo pilota che qualche ora dopo avrebbe riscritto la storia della F1 diventando il più giovane campione della storia.
Quel colloquio arrivava in un momento particolarmente delicato per il talento bolognese. Kimi si era infatti presentato nel suo ufficio preoccupato per la pressione (nemica fin da bambino) e per le continue congratulazioni di chi considerava il titolo già conquistato. E il team principal aveva prima cercato di tranquillizzarlo, ricordandogli le gare decisive che aveva affrontato da bambino nel karting.
Poi raccontandogli quella storia su Gianni Agnelli. Wolff ha spiegato che Antonelli, alla fine del colloquio, era apparso più sereno. Il giorno dopo il pilota italiano avrebbe chiuso il GP del Messico al terzo posto, conquistando a vent'anni il suo primo titolo mondiale di Formula 1.