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26 Maggio 2022
11:26

Il trucco della Red Bull con la benzina insospettisce la Ferrari: “Il regolamento va rispettato”

Alla vigilia del GP di Monaco a scuotere il paddock del Mondiale di Formula 1 2022 è la polemica inerente alla temperatura del carburante sulla Red Bull di Max Verstappen nello scorsa gara di Barcellona con la Ferrari che ha sollevato un dubbio sull’interpretazione del regolamento da parte della FIA.
A cura di Michele Mazzeo
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Si accende la lotta per il Mondiale di Formula 1 alla vigilia del GP di Monaco. Ad incendiare il paddock è la polemica nata in seno a ciò che è successo pochi minuti prima della partenza dell'ultima gara a Barcellona con protagonista la Red Bull di quello che è stato poi il vincitore della gara, ossia Max Verstappen. Ad alimentarla i rivali della Ferrari che, su una pista più favorevole a loro, a causa dell'improvviso guasto al motore della monoposto di Leclerc mentre era saldamente in testa, si sono ritrovati a dover assistere ad una doppietta della scuderia austriaca e vedersi scavalcati in vetta ad entrambe le classifiche iridate.

L'episodio incriminato riguarda la temperatura della benzina sulla RB-18 dell'olandese al momento della comunicazione alla FIA (che viene fatta due ore prima del via della gara): temperatura abbondantemente sotto il limite imposto dal regolamento tecnico della F1 2022 che prevede che il carburante nella vettura che dovrà scendere in pista deve essere 10° C inferiore alla temperatura dell'ambiente (che al Montmelò era di 35° C).

A quel punto, come già fatto dall'Aston Martin nel precedente gran premio di Miami, nel box dell'olandese ci si è mossi per scaldare il bio carburante ExxonMobil inserito nel serbatoio della macchina di Verstappen mettendo anche in moto la power unit. Contrariamente a Stroll e Vettel negli Stati Uniti, però il campione del mondo in carica a Barcellona non ha cominciato la gara dalla pit-lane riuscendo a portare la sua monoposto sulla griglia di partenza uscendo dal box dieci secondi prima della scadenza del tempo limite.

E proprio questo diverso esito ha fatto storcere il naso alla Ferrari che, pur fidandosi delle verifiche fatte dalla FIA, ha sollevato dei dubbi sull'interpretazione dell'articolo 6 del regolamento tecnico che recita testualmente: "Nessun carburante destinato all’uso immediato in un'auto può essere più di dieci gradi centigradi al di sotto della temperatura ambiente".

Secondo Mattia Binotto tale regola deve essere rispettata in ogni momento anche quando la macchina è nel box (qualora fosse stato così Verstappen sarebbe dovuto scattare dalla pit-lane nel GP di Spagna e non dalla griglia come. è invece avvenuto):

"Penso che i regolamenti dovrebbero essere sempre rispettati durante l'evento – ha difatti detto il team principal del Cavallino –. Quindi non solo quando l'auto sta uscendo, ma anche quando è nel box stesso. Quindi non credo che scaldare il serbatoio del carburante sarebbe sufficiente – ha poi aggiunto l'ingegnere modenese –, perché il carburante dovrebbe essere in ogni momento al massimo di 10 gradi inferiore alla temperatura ambiente. Quindi – ha infine chiosato – non posso far altro che fidarmi della FIA che controlla".

Un messaggio dai toni pacati quello del team principal della Ferrari che sembra però lasciare intendere che nei prossimi gran premi, già a a partire dall'imminente weekend di Montecarlo, il Cavallino seguirà con attenzione la questione legata alla temperatura del carburante.

Dietro alla scelta di instillare questo dubbio regolamentare alla Federazione Internazionale c'è di fatti una precisa strategia della scuderia di Maranello che, in seguito alla richiesta di Red Bull e Mercedes di fissare una temperatura standard del carburante di 18° C che valga per tutti i gran premi, avrebbe fatto valere il proprio diritto di veto facendo così cadere la proposta. Una mossa dovuta al fatto che sia le monoposto di Verstappen e Perez che quelle di Hamilton e Russell in gara sembrano andare più in difficoltà all'innalzarsi delle temperature della benzina rispetto alle Ferrari di Leclerc e Sainz.

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