Franco Morbidelli: “Forse ho dimenticato come si guida una MotoGP. Non sono qui per intascare lo stipendio”

Franco Morbidelli deve aver toccato il fondo nell'ultimo Gran Premio in Repubblica Ceca. La frase che più di tutte spiega bene qual è il senso di frustrazione è una sola: "Forse ho dimenticato come si guida un MotoGP". E tanto basta, dopo Brno, a descrivere il momento complicato che sta vivendo il pilota della Pertamina Enduro VR46: è scivolato dal 9° posto in griglia al 12° piazzamento nella Sprint e ha chiuso 13° nella gara principale. Numeri che raccontano una realtà ben diversa rispetto alle ambizioni di chi, pochi anni fa, era considerato uno dei protagonisti. E oggi, dinanzi al muro di scetticismo che lo circonda, reagisce così: "Non sono in MotoGP per scaldare una sedia o prendere uno stipendio".
È il pilota Ducati con il rendimento più basso
La situazione si fa ancora più difficile se, oltre alla classifica del Motomondiale (in cui Morbidelli è 14° a 43 punti), si guarda alla graduatoria interna della casa di Borgo Panigale. Tra i centauri della Ducati, infatti, è quello che ha il rendimento più basso. Nonostante alcuni segnali incoraggianti arrivati nei mesi precedenti, come il podio nella Sprint di Jerez e la prima fila conquistata a Barcellona, il pilota VR46 continua a faticare in gara fino a sprofondare in prestazioni deludenti come al COTA di Austin e in Ungheria.
"Non avevo prestazioni. Non avevo grip. Ho avuto molti problemi con il grip dall'inizio dell'anno. Non sembra cambiare nulla. Forse ho dimenticato come si guida una MotoGP. Non lo so. A Barcellona sono partito dalla prima fila. A Mugello avevo un ottimo ritmo per tutto il weekend. Poi arrivano le gare e sembra quasi che dimentichi come si guida una MotoGP. Davvero non riesco a spiegarmelo".

Morbidelli è il pilota Ducati con il rendimento più basso, situazione che alimenta perplessità e un dubbio sulla GP25: una moto capace che nelle mani di Marc Marquez offre le prestazioni di un puledro di razza, ma che per altri piloti si sta rivelando estremamente difficile da addomesticare. È successo a Pecco Bagnaia e quel che sta accadendo al driver italiano lascia in sospeso una domanda: è il suo stile di guida che non si addice alle caratteristiche della moto?
Nessun problema mentale: "Mi manca grip, non fiducia"
Un vecchio adagio recita che vincere aiuta a vincere. Invece, quando imbocchi una spirale negativa è facile lasciarsi risucchiare dal pessimismo. C'è però un aspetto sul quale Morbidelli non ha dubbi: la sua non è una crisi di tipo psicologico, non si sente schiacciato dalla pressione né dalle incertezze sul futuro e sulla sua permanenza nel Team. Il vero problema è di tipo tecnico e inficia le prestazioni di una moto che – almeno per quanto gli riguarda – è come saltare in groppa a un cavallo senza sella…
"Convivo con la pressione da quando avevo sette anni – ha ammesso. Ho lottato per un titolo mondiale e so cosa significa correre sotto pressione. Non è questo il problema. Non mi manca la fiducia, la verità che non ho aderenza al posteriore".
Nonostante la delusione, il Morbidelli ha voluto lanciare un messaggio chiaro rispetto alle critiche (anche feroci) ricevute. "Non ho paura di tornare a casa se non merito di stare qui. Non sono in MotoGP per scaldare una sedia o prendere uno stipendio. Sono qui per vincere e per dare il massimo".