Auto rovente al sole: perché accendere subito l’aria al massimo può rovinare il parabrezza
La prima cosa che non bisogna fare appena si entra nella macchina che è stata parcheggiata per ore al sole è non attivare il climatizzatore. E no, non è un consiglio folle ma un suggerimento importante che può evitare danni alla vettura. Quali? Il rischio di provocare lesioni (o peggiorarle, se ci sono già e non sono state individuate) al parabrezza. Le temperature elevate per il caldo anomalo annunciato nelle previsioni di questa estate rovente, confermate dall'allerta meteo che coinvolge molte città, invitano alla prudenza in condizioni climatiche estreme. La cautela, soprattutto in questi giorni di traffico che aumenta sulle strade delle vacanze, comprende anche un gesto spontaneo che molti automobilisti fanno appena entrano nell'abitacolo surriscaldato: azionano subito l'aria refrigerata perché la vettura è un "forno". Cosa c'è di strano? In apparenza nulla. Il problema è che un comportamento del genere provocare danni anche seri al vetro. Questo non vuol dire che il lunotto di una macchina esposta a lungo ai raggi solari debba incrinarsi per forza appena se si attiva il climatizzatore, ma se il parabrezza è bollente e ha una piccola scheggiatura uno sbalzo termico può avere conseguenze spiacevoli.
Il gesto da non fare subito quando l'auto è stata a lungo sotto il sole
Impostare la temperatura della ventilazione a un livello più fresco possibile è le reazione normale e molto comune, una necessità quando ci si accomoda in un veicolo dove l'aria è irrespirabile e "infernale". Il problema non è utilizzare l'aria condizionata, che serve per viaggiare in maniera agevole e più sicura grazie anche a una temperatura confortevole, ma la velocità con la quale si cerca il cambiamento termico, soprattutto se il lunotto anteriore non è perfettamente integro. Cosa fare in situazioni del genere? Meglio far uscire l'aria calda aprendo portiere e finestrini poi accendere il climatizzatore. Perché? Quando una superficie molto calda è sottoposta a un raffreddamento rapido si possono generare tensioni nel materiale. Se il parabrezza è integro, questo non significa che subirà lesioni. Se invece esiste già una scheggiatura, anche minima, può aprirsi una crepa evidente e pericolosa.
Anche utilizzare l'acqua fredda è da evitare
Così come l'utilizzo dell'aria climatizzata azionata al massimo, anche usare acqua fredda per accelerare il raffreddamento del parabrezza è operazione rischiosa e per nulla raccomandabile. Pure in questo caso il brusco passaggio da una temperatura elevata a una notevolmente più bassa è una pratica da evitare quando il vetro è già sottoposto a stress termico. Se già è danneggiato, anche solo lievemente, la situazione può peggiorare perché più vulnerabile rispetto ad alcuni gesti in apparenza innocui ma causa di shock termico evitabile.