Franco Colapinto contro i tifosi della Spagna: “Vergognoso bruciare la maglia di Messi”

La finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina è ancora un importante argomento di conversazione. Lo è anche in Ungheria, dove nel weekend corre la Formula 1. Nella conferenza stampa che ha preceduto l'evento sono stati scelti gli spagnoli Sainz e Alonso e l'argentino Franco Colapinto. I primi due hanno commentato la finale con sobrietà, e da vincitori. L'altro, invece, il pilota della Alpine è stato piuttosto piccato ed ha rifilato parole dure ai tifosi della Spagna, rei di aver esultato, a suo dire, in modo esagerato.
I complimenti alla Spagna e all'Argentina: "Fiero di loro"
Spagna-Argentina non è stata una finale indimenticabile dal punto di vista tecnico, ma il pathos è stato tanto. Ferran Torres l'ha decisa con un gol nei tempi supplementari. Risultato giusto. La Spagna ci ha provato di più, lo ha ammesso anche Franco Colapinto che non si è trattenuto quando ha dichiarato che gli uomini di de la Fuente: "Sono fiero della mia squadra, siamo stati rappresentati bene da tutta la squadra". Poi con un pizzico di orgoglio ha aggiunto: "Vedere in finale due nazioni che parlano spagnolo è fantastico".
"Spero i tifosi diventino più creativi nel festeggiare"
Il momento del ‘vogliamo bene però non è continuato'. Perché Colapinto aveva qualche sassolino dalla scarpa da togliersi e lo ha fatto senza remore. Non gli è piaciuto il modo però con cui qualcuno ha festeggiato, soprattutto chi ha messo nel mirino l'Argentina e il suo totem Leo Messi: "Non è stato bello vedere certe cose, non è stato bello mostrarle al pubblico. Vedere bruciare la maglia di Messi non è bello. Anzi, è stata una vergogna vedere una cosa del genere. Pazienza, credo che la Spagna sia stata una vincitrice meritevole, però spero diventino un po’ più creativi nel modo di festeggiare".
Una finale dei Mondiali di calcio lascia sempre strascichi, pesanti. Certo, non erano immaginabili né sono comprensibili le sceneggiate viste dopo la partita con protagonisti Paredes e Molina, autori di gesti orrendi, né tantomeno vedere qualcuno che bruciasse addirittura la maglia di un campione assoluto come Leo Messi.