“Forse dovremmo usare il linguaggio dei segni”: Verstappen sarcastico nei confronti della Red Bull

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Dopo il terzo posto nel GP USA ad Austin, Max Verstappen si è lamentato di parecchie cose che non sono andate bene in Red Bull, tra cui ancora problemi nelle comunicazioni radio.

Ancora problemi di comunicazione via radio tra la monoposto di Max Verstappen e il muretto della Red Bull: dopo Singapore, è successa la stessa cosa anche ad Austin durante il GP USA di Formula 1. E nella conferenza stampa post gara il 29enne olandese si è espresso in maniera sarcastica verso il suo team, auspicando che si faccia a meno a questo punto delle radio e si opti per vecchi e collaudati sistemi…

Peraltro Verstappen ha svelato che i problemi si erano verificati ancora prima di Singapore, nel corso di questa stagione: "Non è la seconda volta. È già successo, non so quante volte, quest'anno. Forse dovremmo iniziare a comunicare usando il linguaggio dei segni. Probabilmente verrebbe anche a costare meno. È un disastro. Sì, è un disastro. A dire il vero, è davvero frustrante".

Verstappen molto critico con la Red Bull dopo il GP USA ad Austin

Max ad Austin ha concluso sul podio, terzo dietro Antonelli e Leclerc, ma il suo umore evidentemente non era comunque dei migliori, il che è comprensibile per un cannibale come lui, quattro volte campione del mondo. Oltre ai problemi con la radio, il pilota di Hasselt ha criticato anche le strategie del team, la power unit inconsistente, il pit stop lento e le partenze, il tutto nella sua abituale maniera pacata… Insomma faceva prima a dire cosa era andato bene nella gara degli Stati Uniti.

Per quanto riguarda i problemi con la radio, facendo un passo indietro a Singapore, la situazione era stata particolarmente grave. Max sentiva Lambiase, ma le sue risposte non arrivavano. Il fido Gianpiero aveva dovuto inventarsi un codice basato sul silenzio per superare il problema, che poi è tornato a presentarsi lo scorso weekend ad Austin. Tom Hart stava facendo il suo debutto come ingegnere di pista di Verstappen – in vista della successione a Lambiase, che ha già firmato per la McLaren – quando le comunicazioni tra box e abitacolo si sono inceppate in più di una occasione.

In una Formula 1 in cui il dialogo tra pilota e muretto è fondamentale in ogni giro, è comprensibile la rabbia del pluricampione del mondo: tanta tecnologia avveniristica e poi non si riesce neanche a dire due parole…

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