Ferrari penalizzata dal cambio di regole dell’ultimo minuto nella F1 2026, Vasseur si sfoga: “È ingiusto”

La Ferrari ha iniziato il Mondiale di Formula 1 2026 con la sensazione di aver perso per strada un vantaggio che si era costruita da sola. Non per un errore di progetto, ma per un cambio regolamentare arrivato quando ormai intervenire sulla nuova power unit della SF-26 era praticamente impossibile. È questo il punto sollevato da Frederic Vasseur, che in un'intervista a The Race, alla vigilia del GP del Canada, ha criticato l'intervento della FIA sulle procedure di partenza introdotto a ridosso dell'inizio del campionato.
Si tratta infatti di uno degli aspetti più delicati della nuova F1, cioè la gestione delle partenze con le power unit 2026, senza MGU-H e con un equilibrio completamente diverso tra motore termico e parte elettrica. A Maranello, in fase di progettazione, si era scelta una strada precisa: montare un turbocompressore più piccolo, meno performante sul picco di potenza assoluta ma più rapido nella risposta. Una soluzione pensata anche per ridurre il turbo lag e rendere la macchina più efficace proprio allo spegnimento dei semafori.
Perché la nuova regola sulle partenze ha penalizzato la Ferrari
Secondo il team principal, il problema è che Ferrari aveva individuato in anticipo una criticità delle nuove power unit e aveva costruito parte del proprio progetto attorno a quella lettura. Con l'addio all'MGU-H, infatti, la risposta del turbo è tornata a essere un fattore molto più importante rispetto al recente passato. Avere un turbo più piccolo significava accettare un compromesso: meno margine in certe fasi di massima potenza, ma una macchina più pronta in partenza e in trazione.
Vasseur lo ha riassunto così: "Il compromesso era: vogliamo guadagnare un decimo sul giro o perdere cinque posizioni al via?". La risposta degli ingegneri, ha aggiunto, era stata inevitabile: meglio avere una buona partenza.

Quel vantaggio, però, è stato ridotto dal cambio regolamentare introdotto dalla FIA per ragioni di sicurezza. Dopo le preoccupazioni emerse nei test prima del campionato, la Federazione è intervenuta sulla procedura di start per limitare il rischio di vetture quasi ferme in griglia o di differenze troppo marcate tra chi riusciva a partire correttamente e chi invece restava impiantato. Un correttivo comprensibile sul piano della sicurezza, ma pesante per chi, come Ferrari, aveva già progettato la power unit tenendo conto di quel problema.
Da qui nasce lo sfogo di Vasseur. Il francese non contesta il diritto della FIA di intervenire quando c'è un tema di sicurezza, ma il momento in cui la modifica è arrivata. "È un po' ingiusto per noi", ha detto, ricordando di aver discusso il tema con la Federazione già un anno prima, sia nello Sporting Advisory Committee sia nel Power Unit Advisory Committee.

Lo sfogo di Vasseur: Ferrari ha pagato una scelta fatta in anticipo
La partita dunque si è giocata sul tavolo della politica sportiva. Ferrari aveva segnalato il problema alla FIA, ma la risposta ricevuta era stata chiara: le squadre dovevano progettare la macchina attorno al regolamento, non aspettarsi che il regolamento venisse adattato alle macchine. La scuderia di Maranello lo ha fatto, scegliendo una soluzione tecnica coerente con quel quadro. Poi, quando una parte della griglia si è accorta del rischio, la regola è stata corretta.
E Frederic Vasseur lo ha detto senza troppi giri di parole: "Politicamente è stata giocata bene, ma non molto corretta". E ancora: "Abbiamo sviluppato un motore con un criterio e in qualche modo hanno cambiato la regola all'ultimo minuto", a fotografare il malumore della Ferrari che protesta contro un intervento che ha finito per ridurre il premio tecnico di chi aveva previsto prima degli altri un problema.