Dopo le tre sessioni di prove libere, i piloti di Formula 1 tornano sulla pista del Hungaroring per le qualifiche del GP d'Ungheria, terzo appuntamento del Mondiale 2020. Sessione di qualifica che al di là delle previsioni si è disputata su tracciato asciutto ed è stata dominata dalle Mercedes.

A conquistare la pole position (con record della pista abbassato di oltre un secondo) è stato infatti Lewis Hamilton che nel suo stratosferico giro migliore ha fermato il cronometro sull'1:13.447 precedendo il compagno di squadra Valtteri Bottas che ha chiuso al secondo posto con un ritardo di 107 millesimi dal poleman. Terza e quarta posizione per le Racing Point (motorizzate Mercedes) con Lance Stroll  (+930 millesimi dal poleman) che ha preceduto Sergio Perez (+1.098).

Scatteranno dalla terza fila della griglia i due piloti Ferrari, lontanissimi dai tempi delle Mercedes, con Sebastian Vettel (+1.327) che partirà quinto con al suo fianco Charles Leclerc (1.370). Entrambi gli alfieri del Cavallino dunque hanno fatto meglio del pupillo della Red Bull Max Verstappen (7° a un secondo e quattro decimi dal leader della sessione di qualifica) che ha chiuso davanti alle McLaren di Lando Norris (8°) e Carlo Sainz jr (9°), oltre che a Pierre Gasly dell'Alpha Tauri che terminato con il 10° tempo di giornata.

Disastro per l'altro alfiere della Red Bull Alexander Albon eliminato in Q2 dopo aver centrato soltanto il 13° tempo. Il thailandese con passaporto britannico partirà dunque dalla 7a fila della griglia di partenza, al suo fianco la Renault di Esteban Ocon (14°) che ha fatto peggio del compagno Daniel Ricciardo (11°) e il sorprendente George Russell (12°) della Williams, mentre il compagno di quest'ultimo Nicholas Latifi partirà 15°.

Eliminate già nel Q1 ben 4 vetture motorizzate Ferrari con le Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi (19°) e Kimi Raikkonen (20°) che nella gara di domenica partiranno dall'ultima fila mentre le due Haas di Romain Grosjean (18°) e Kevin Magnussen (16°) scatteranno un po' più avanti, tra loro l'Alpha Tauri di Daniil Kvyat (17°).